lunedì 16 gennaio 2012
CONVOCADE LA DIREZION PROVINCIÂL DAL PD
lunedì 27 dicembre 2010
IL SINDIC E LA CRISI. LIS TASSIS E LIS POLTRONIS
Intal ultin consei comunâl, juste prin de “debacle” sui regolaments, a proposit dal pont 4 dal ordin dal dì “Modifiche regolament comunâl pe aplicazion de ICI aprovât cun delibare di consei n.15/2008 e s.m.i.” il grup dal Partît Democratic al a tornât a proponi di estindi la esenzion ICI pe prime cjase ancje ai C2 (pertinencis des abitazions principâls cun destinazion di magazins, dipuesits ecc…). Sul stes cantin un emendament, simpri presentât di bande dal Pd cualchi mês indaûr, al jere stât refudât de maiorance cu le scuse che prin e vevin di verificâ che la operazion no metès in dificoltât il belanç. Naturâl che la verifiche (dopo cualchi mês) nissun de maiorance la veve inmò fate. Cuant che i conseîrs dal Pd e an riferît che la cifre e jere di 5/7 mil euros e che in tancj comuns dongje di Palassôl lis dipendencis C2 a jerin za classificadis come esentis ICI, il sindic al à rispuindût che no, no si pues fâ “perché c’è la crisi e non ci sono soldi”. Nuie mâl come rispueste par un sindic che in plene crisi al à spindût plui di 30 mil euros par cambiâ la mobilie dal so ufici e che de sale zonte. No son bêçs par gjavâ 5 mil euros di ICI, al à dit Bordin, il stes che al à introdot une adizionâl Irpef che e supe su par jù 150.000 euros al an des sachetis dai contribuents. No, propite no si pues rinunziâ a chei 5/7 mil euros di Ici, al à dit il Sindic, il stès che al continue a tignîsi dûr une zonte di 5 assessôrs. Se la crisi e pete tant a fuart forsit di assessôrs an bastaressin cuatri o vevin resonât come Pd cuant che o vin presentât une mozion par ridusi il numar dai components de zonte. Al jere il mês di avrîl e la mozion e je stade “trombade” di bande de maiorance. La crisi e covente par aumentâ lis tassis o taiâ cualchi servizi ma cuant che al è di taiâ cualchi poltrone e sparìs tun marilamp, vere siôr sindic?Durante l’ultimo consiglio comunale, giusto prima della “debacle” sui regolamenti, a proposito del punto 4 all’ordine del giorno “Modifica regolamento comunale per l’applicazione dell’ICI approvato con delibera di consiglio n.15/2008 e s.m.i.”, il gruppo del Partito Democratico ha proposto nuovamente di estendere l’esenzione ICI per la prima casa anche alle unità C2 (pertinenze delle abitazioni principali con destinazione a magazzini, depositi, ecc….). Sullo stesso argomento un emendamento presentato dal Pd qualche mese addietro era stato bocciato dalla maggioranza con la scusa che prima avrebbero dovuto verificare che l’operazione non mettesse in difficoltà il bilancio. Del tutto naturale che la verifica (dopo qualche mese) nessuno nella maggioranza l’avesse ancora fatta. Quando i consiglieri del Pd hanno riferito che la cifra in questione era attorno ai 5/7 mila euro e che in tanti comuni della zona le pertinenze C2 erano già classificate come esenti ICI, il sindaco ha risposto che no, non si può fare “perché c’è la crisi e non ci sono soldi”. Niente male come risposta per un sindaco che in piena crisi ha speso più di 30 mila euro per cambiare i mobili del suo ufficio e della sala giunta. Non ci sono margini per togliere 5 mila euro di ICI, ha detto Bordin, lo stesso che ha introdotto una addizionale Irpef che taglie circa 150.000 euro dalle tasche dei contribuenti palazzolesi. No, non si può proprio rinunciare a quei 5/7 mila euro di ICI, ha detto il sindaco, lo stesso che continua a tenersi stretta una giunta di ben 5 assessori. Se la crisi picchia così duro forse di assessori ne basterebbero 4 avevamo ragionato come Pd quando presentammo una mozione per ridurre il numero dei componenti della giunta. Era il mese di aprile e la mozione fu “affondata” da parte della maggioranza. La crisi si tira in ballo per aumentare le tasse o tagliare qualche servizio ma quando c’è da tagliare qualche poltrona sparisce in un lampo, vero signor sindaco?
giovedì 21 ottobre 2010
ALC AL E' ALC
La propueste dal grup consiliâr dal Pd par ridusi i coscj de politiche. Presentadis trê propuestis di leç: in struc si propon di ridusi i conseîrs regjonâi, sbassâ il numar dai assessôrs “esternis” (no elets), taiâ il personâl dai grups consiliârs e puartâ a 65 agns la etât par gjoldi dal vitalizi. Il Pd al riten che si podarès sparagnâ fin a 12 milion di euro par an (50 milions in cinc agns). Isal avonde? Al è alc. Cumò però … spesseâ!Lait a lei ca sot l’articul jessût vuê sul Messaggero:
UDINE. Ridurre i consiglieri regionali, contenere il numero degli assessori “esterni” (cioè non eletti), tagliare il personale da assegnare ai gruppi consiliari. Non solo. Portare a 65, oggi è a 60, l’età dalla quale un consigliere regionale comincia a godere dei vitalizi. Ecco la ricetta del Partito democratico per far abbassare i costi della politica. Una diminuzione anche drastica. Perché il Pd nelle tre proposte di legge depositate ieri immagina un taglio fino a 12 milioni l’anno. Ora si aprono le trattative. Il gruppo di consiglieri regionali del Pd ha elaborato le tre proposte di legge che ora passeranno dal tavolo, voluto dal presidente Fvg Renzo Tondo e dall’allora presidente del Consiglio Edouard Ballaman, per ridurre le spese della Regione. Un tavolo che dovrà trovare un equilibrio tra diverse idee. Il Pd, però, compie un passo concreto che, assicura, «se approvato porterà a tagliare i costi della politica di oltre 40 milioni in cinque anni». Il progetto è portare i consiglieri a 48, oggi sono 59 e nel 2013, come effetto dell’aumento della popolazione, potrebbero arrivare a 62. Dall’Assemblea si passa alla giunta. Oggi su 11 componenti, compreso Tondo, sette sono “esterni”. Il Pd limita il loro numero a non più di tre. I democratici, che come il resto dei partiti in Consiglio aveva bocciato la richiesta di referendum per abrogare vitalizi e buonuscite per consiglieri e assessori proposto da un gruppo udinese, ora pensa a portare a 65 l’età a partire dalla quale un consigliere o un assessore comincia a incassare l’assegno vitalizio. Oggi viene percepito dai 60 anni. Inoltre, la possibilità di riscattare la buonuscita viene limitata a chi è rimasto in carica per più di 4 anni e mezzo, ma per meno 5.
Il Pd focalizza la sua attenzione anche sulle segreterie dei gruppi consiliari. Oggi ci sono 55 collaboratori a disposizione di 54 consiglieri e costano circa 3 milioni all’anno. Il Pd propone di ridurre il numero dei “portaborse”. L’idea di 48 consiglieri regionali comporta una modifica come per una norma di rango costituzionale, perché incide sullo Statuto della Regione. «Dopo l’approvazione da parte del Consiglio, quindi – spiega il Pd –, la legge dovrà essere trasmessa al Parlamento». Anche la limitazione degli assessori esterni è contenuta in un distinto progetto di legge che dovrà essere approvato con la particolare procedura, perché interessa la forma di governo della Regione. Le altre proposte sono invece inserite in un progetto di legge regionale ordinario, soggetto al normale iter di approvazione in Consiglio regionale. Il taglio dei consiglieri farebbe risparmiare alle casse della Regione una cifra tra i 2 milioni 750 mila euro e i 3,5 milioni, a seconda che i consiglieri in meno siano 11 (rispetto ai 59 attuali) o 14 (rispetto ai 62 potenziali del 2013). L’elevazione a 65 anni dell’età per godere del vitalizio, invece, determinerebbe risparmi crescenti nel tempo che, a regime (cioè fra due legislature), potrebbero raggiungere i 12 milioni annui. «Offriamo al dibattito politico queste proposte – conclude il Pd –, nella convinzione di aver raggiunto un ragionevole equilibrio fra serietà e fattibilità e per corrispondere alle aspettative dei cittadini in modo concreto».
