venerdì 2 dicembre 2011
IL GRUP DAL PD IN CONSEI PROVINCIÂL AL PRESENTE I DOCUMENTS PROGRAMATICS PAI PROSSIMS TRÊ AGNS IN CUATRI INCUINTRIS SUL TERITORI
martedì 12 aprile 2011
CONVOCÂT PAR LUNIS AI 18 DI AVRÎL IL CONSEI COMUNÂL DI PALAÇÛL
Ca sot l'ordin dal dì:
1) Leture e aprovazion dai verbâi de sentade dai 17.02.2011, dal n° 1 al n° 15;
2) Comunicazion – ai sens dal art. 7 dal regolament di contabilitât – de delibare di zonte n. 41 dai 18.03.2011 “Prelêf dal font di riserve”:
3) Aprovazion dal rindicont relatîf al esercizi finanziari 2010;
4) Modifiche dal regolament comunâl pai implants di publicitât su lis stradis;
5) Comunicazions dal sindic, conseîrs e assessôrs.
lunedì 27 dicembre 2010
IL SINDIC E LA CRISI. LIS TASSIS E LIS POLTRONIS
Intal ultin consei comunâl, juste prin de “debacle” sui regolaments, a proposit dal pont 4 dal ordin dal dì “Modifiche regolament comunâl pe aplicazion de ICI aprovât cun delibare di consei n.15/2008 e s.m.i.” il grup dal Partît Democratic al a tornât a proponi di estindi la esenzion ICI pe prime cjase ancje ai C2 (pertinencis des abitazions principâls cun destinazion di magazins, dipuesits ecc…). Sul stes cantin un emendament, simpri presentât di bande dal Pd cualchi mês indaûr, al jere stât refudât de maiorance cu le scuse che prin e vevin di verificâ che la operazion no metès in dificoltât il belanç. Naturâl che la verifiche (dopo cualchi mês) nissun de maiorance la veve inmò fate. Cuant che i conseîrs dal Pd e an riferît che la cifre e jere di 5/7 mil euros e che in tancj comuns dongje di Palassôl lis dipendencis C2 a jerin za classificadis come esentis ICI, il sindic al à rispuindût che no, no si pues fâ “perché c’è la crisi e non ci sono soldi”. Nuie mâl come rispueste par un sindic che in plene crisi al à spindût plui di 30 mil euros par cambiâ la mobilie dal so ufici e che de sale zonte. No son bêçs par gjavâ 5 mil euros di ICI, al à dit Bordin, il stes che al à introdot une adizionâl Irpef che e supe su par jù 150.000 euros al an des sachetis dai contribuents. No, propite no si pues rinunziâ a chei 5/7 mil euros di Ici, al à dit il Sindic, il stès che al continue a tignîsi dûr une zonte di 5 assessôrs. Se la crisi e pete tant a fuart forsit di assessôrs an bastaressin cuatri o vevin resonât come Pd cuant che o vin presentât une mozion par ridusi il numar dai components de zonte. Al jere il mês di avrîl e la mozion e je stade “trombade” di bande de maiorance. La crisi e covente par aumentâ lis tassis o taiâ cualchi servizi ma cuant che al è di taiâ cualchi poltrone e sparìs tun marilamp, vere siôr sindic?Durante l’ultimo consiglio comunale, giusto prima della “debacle” sui regolamenti, a proposito del punto 4 all’ordine del giorno “Modifica regolamento comunale per l’applicazione dell’ICI approvato con delibera di consiglio n.15/2008 e s.m.i.”, il gruppo del Partito Democratico ha proposto nuovamente di estendere l’esenzione ICI per la prima casa anche alle unità C2 (pertinenze delle abitazioni principali con destinazione a magazzini, depositi, ecc….). Sullo stesso argomento un emendamento presentato dal Pd qualche mese addietro era stato bocciato dalla maggioranza con la scusa che prima avrebbero dovuto verificare che l’operazione non mettesse in difficoltà il bilancio. Del tutto naturale che la verifica (dopo qualche mese) nessuno nella maggioranza l’avesse ancora fatta. Quando i consiglieri del Pd hanno riferito che la cifra in questione era attorno ai 5/7 mila euro e che in tanti comuni della zona le pertinenze C2 erano già classificate come esenti ICI, il sindaco ha risposto che no, non si può fare “perché c’è la crisi e non ci sono soldi”. Niente male come risposta per un sindaco che in piena crisi ha speso più di 30 mila euro per cambiare i mobili del suo ufficio e della sala giunta. Non ci sono margini per togliere 5 mila euro di ICI, ha detto Bordin, lo stesso che ha introdotto una addizionale Irpef che taglie circa 150.000 euro dalle tasche dei contribuenti palazzolesi. No, non si può proprio rinunciare a quei 5/7 mila euro di ICI, ha detto il sindaco, lo stesso che continua a tenersi stretta una giunta di ben 5 assessori. Se la crisi picchia così duro forse di assessori ne basterebbero 4 avevamo ragionato come Pd quando presentammo una mozione per ridurre il numero dei componenti della giunta. Era il mese di aprile e la mozione fu “affondata” da parte della maggioranza. La crisi si tira in ballo per aumentare le tasse o tagliare qualche servizio ma quando c’è da tagliare qualche poltrona sparisce in un lampo, vero signor sindaco?
domenica 15 agosto 2010
BORDIN: "UN PESCE IN BARILE"
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/08/14/UD_11_PROB8.html
Bordin, intal so miôr stîl al continue a fâ il "pesce in barile"; secont lui, pe cuestion de barufe in consei comunâl cun rivuart a l'asilo cumò al larès dut ben inte maiorance, sisisisis come no, dome cualchi "posizion personâl" fûr dal coro. Epûr a nus samee inmò di viodilu cuant che al è scjampât dal consei, sbatint il pugn sul bancon, intant che la Miotto ai sunave un bon brût a lui, al vicesindic e ae maiorance. E cuant che al è tornât, blanc come un peçot, ametint publicamentri "di vê dite dome c......s e di vê un grues probleme politic in maiorance" e ancjemò, intant che i siei a continuavin a dîsi di dut, barbotâ disperât al microfon, "si, dai, continuait a barufâ denant de minorance ....".
Andate a leggere le dichiarazioni del sindaco di Palazzolo pubblicate sul Messaggero di ieri:
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/08/14/UD_11_PROB8.html
Bordin, nel suo miglior stile continua a fare il pesce in barile: secondo lui, riguardo la baruffa in consiglio comunale riguardo l'asilo, nella maggioranza andrebbe tutto bene, si, solo qualche "posizione personale" fuori dal coro. Eppure ci sembra ancora di vederlo quando ha abbandonato il consiglio, sbattendo il pugno sul bancone, mentre l'ass. Miotto gliele cantava di santa ragione, a lui, al vicesindaco ed alla maggioranza. E quando è tornato, bianco come uno straccio, ammettendo pubblicamente "di aver detto solo c.....e e di avere un grosso problema politico in maggioranza" e ancora, mentre i suoi continuavano a litigare, balbettare disperato al microfono, "si, dai, continuate a baruffare davanti alla minoranza ....".
Ca sot la repliche dal grup dal Pd:
Il sindaco Bordin, lo stesso che, perdendo totalmente il controllo, ha abbandonato senza giustificazione la seduta dell’ultimo consiglio comunale sbattendo il pugno sul tavolo per rientrarvi dopo dieci minuti ed ammettere l’esistenza di un “problema politico”, adesso minimizza e dichiara che sulla questione della Scuola Materna “la linea della giunta e della maggioranza è quella presentata dall'assessore Miotto e chi se ne discosta lo fa a titolo puramente personale e al di fuori di ogni indirizzo concordato”. Sull’importanza della Scuola Materna per la nostra comunità non serve aggiungere altro se non che il Pd aveva proposto di aumentare il contributo in convenzione, posizione condivisa dall’ass. Miotto e dal consigliere Martinotti e bocciata dalla maggioranza. L’unica a dimostrare dignità politica è stata proprio l’ass. Miotto che ha più volte rimarcato la differenza di linea politica rispetto alle posizioni espresse non dal “primo che passa” ma addirittura dal vicesindaco nonchè assessore al bilancio Zoroddu, lamentando “l’assordante silenzio in consiglio del sindaco e della maggioranza”, dai quali non ha avuto in verità il minimo conforto in sede di discussione consiliare e pertanto dovrebbe sentirsi offesa dalle tardive ed incoerenti giustificazioni del sindaco. Se la linea fosse stata “quella dell’ass. Miotto” la maggioranza avrebbe dovuto votare assieme a lei, Martinotti ed il gruppo del Pd l’aumento della quota in convenzione ed invece l’ha bocciata e qualcuno avrebbe dovuto sconfessare il vicesindaco-assessore al bilancio, cosa che non è affatto avvenuta. Visto che sia il sindaco sia l’ass. Miotto (che ha peraltro dichiarato “se non ci pensa qualcun altro ci penserò io a risolvere il problema”) hanno ammesso l’esistenza di un problema politico Bordin non se la può cavare con “le posizioni a titolo personale”. Durante l’ultimo consiglio, su un tema importantissimo, il vicesindaco ha espresso posizioni totalmente difformi da quelle dell’ass. competente e suppostamente della maggioranza. Il sindaco, sinora totalmente privo di dignità politica, intende continuare a far finta di niente? Alcuni mesi or sono ricordiamo che la giunta comunale, sempre seguendo un’iniziativa del vicesindaco, presentò un esposto contro i dipendenti comunali salvo poi, quando la cosa si risolse in nulla, cercare di rimediare alla vergognosa figura fatta con i dipendenti votando una pesante mozione di censura al proprio vicesindaco presentata in consiglio dall’opposizione. Anche allora non vi fu inspiegabilmente alcuna conseguenza sul piano politico. Bordin è talmente debole che continua a subire un vicesindaco con il quale è spesso in disaccordo ma non ha il coraggio di contrastare apertamente ed una giunta la cui litigiosità è emersa chiaramente nell’ultimo consiglio. Crediamo che, una volta ancora, sia giunto il momento di prendere atto della situazione con la necessaria dignità senza continuare a prendere in giro istituzioni e cittadini.
Il Gruppo Consiliare del Pd
venerdì 2 luglio 2010
CUI PAIE PE CRISI?
Lunis ai 5 di lui 2010, a lis 20.30, alì de Pinacoteche Comunâl di Vie Rome, Aquilee
Assemblee publiche
"Cui paie pe crisi? La manovre economiche e i sacrificis che e varessin di rivuardâ ducj"
Intervents di
Giorgio BAIUTTI
(Comission Belanç Regjon FVG pal PD)
On. Ivano STRIZZOLO
(VI Comission Finance ae Cjamare dai Deputâts pal PD)
Conclusions di
Mauro TRAVANUT
(Vice Cjâf Grup dal PD in Consei Regjonâl FVG)