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giovedì 23 maggio 2013
VINARS AI 31 DI MAI ANCJE A PALAÇÛL "LA MÊ LENGHE E SUNE IL ROCK (E NO DOME CHEL)"
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mercoledì 1 maggio 2013
sabato 13 aprile 2013
RESISTENZE 2013: "CJARGNE 1944: UNE ESTÂT DI LIBERTÂT" TES SCUELIS DAL ISTITÛT COMPRENSÎF DI PALACÛL
Vuê di buinore il tierç apontament de rassegne de ANPI "Resistenze 2013" : proiezion dal film documentari "Carnia 1944: un'estate di libertà" intal Istitût Comprensîf di Palaçûl. Incuadrament storic dal prof. Flavio Fabbroni de Anpi di Udin. Un grazie di cûr ai dirigjents, ai insegnants e ai arlêfs ..... une biele esperience di ripeti in curt.
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venerdì 22 marzo 2013
"RESISTENZE" IL SECONT APONTAMENT: LA PARTIGJANE FURLANE Y LOS NIÑOS REBELDES DI GUIDO CARRARA
Vinars, ai 29 di març 2013,
aes 20.30, alì de Cjase dal Marinaretto di Palaçûl, si davuelzarà il secont
apontament de rassegne "Resistenze 2013". Dilunc de serade, inmaneade
di bande de ANPI adun cun diviersis associazions dal teritori, a vignaran
presentâts i libris a fumuts "Angelina, una storia partigiana" e
"Il grido del sapo" di Guido"Quisco" Carrara e Raff BB
Lazzara. Lis dôs iniziativis editorialis
de Anpi di Tarcint/Tresesin e de Bande Tzingare nus contin, cuntune modalitât e
un lengaç no convenzionâi dôs resistencis; il fîl ros jenfri la storie de
partigjane furlane e chê visionarie dai fruts ribei de Americhe Latine che
lotin cuintri il sfrutament dai adults e dal "sisteme" a rapresentin
pai organizadôrs une ocasion di no pierdi par alimentâ la memorie ma ancje par
dâ vôs ai ultins che inmò vuê, par doprâ lis peraulis di Guido Carrara, "a
esistin e a resistin". Vinars, dopo la introduzion di Lorenzo Fabbro,
Gabriella Cecotti a dialogarà cui autôrs intant che Mauro Daltin e Simone
Ciprian de "Bottega Errante" e learan cualchi toc leterari intervalât
des cjançons "resistentis" dal Coro Popolâr de Resistence di Udin e
dai Luna e un Quarto. Une mostre des riproduzions e di cualchi taule origjinâl
dal "Grido del sapo" si podarà visitâ par un pâr di setemanis intai
oraris di vierzidure dal centri di agregazion pai zovins Art Port.
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sabato 16 marzo 2013
NO TAV - GNÛF INCUINTRI PUBLIC TE BASSE E GNOVE POSIZION DAL PD
Un centenâr di personis e an partecipât ae serade inmaneade dai Comitâts NO TAV a Muçane, joibe ai 14 di març, intal Centri Civic di Villa Muciana. Relatôrs principâi i inzegnîrs Cicconi e Cancelli, e jerin presints e e son intervignûts diviers politics e aministradôrs de Basse e no dome. In particolâr, daspò des relazions, si è sintude la vôs di cualchi sindic e la ultime posizion dal Pd, pandude di Maurizio Ionico. Ca sot us metin l'articul jessût vuê sul Messaggero e il test dal intervent di Ionico.
Messaggero veneto SABATO, 16 MARZO 2013 Pagina 57 - Provincia
Anche il Pd contro il progetto della Tav
Anche il Pd contro il progetto della Tav
Muzzana: per Ionico è un’idea «sgangherata». Animata conferenza con frecciate tra amministratoriMUZZANA Il Pd, a sorpresa, con Maurizio Ionico, dichiara che «quello della Tav è un progetto sgangherato, che sarebbe giusto bloccare al ministero». Sala piena a Muzzana, l’altra sera, per la conferenza contro la Tav. Un centinaio di persone ha seguito con interesse l'intervento dell'ingegner Claudio Cancelli che ha demistificato, punto per punto, il rapporto del Commissario straordinario Mario Virano per la realizzazione della Torino-Lione e quello dell'ingegner Ivan Cicconi, incentrato in particolare sulla strategia del "project financing" «che crea debito pubblico nascosto, non contabilizzato e proiettato nel futuro». Cicconi ha paragonato l'attuale sistema economico, «che genera grandi opere inutili per autoalimentarsi», ad una «nave dei folli destinata alla catastrofe, verso la quale effettivamente ci si sta indirizzando se non si ferma questo tipo di economia basata essenzialmente sulla speculazione finanziaria e sugli interessi delle banche». Il dibattito si è poi sviluppato sui possibili risultati elettorali delle elezioni in Friuli Vg e sulle strategie da adottare per bloccare il progetto Tav del 2010, in attesa del parere di Via ministeriale. Sono intervenuti Cristian Sergo per il M5S, per il quale è intenzione del movimento fermare la Tav. Da rilevare un diverbio fra il vicesindaco di Torviscosa, Mareno Settimo e il sindaco di Carlino, Diego Navarria, sugli esiti della riunione dei sindaci della Bassa friulana e sulla posizione da assumere dopo lo studio recentemente presentato da Debernardi. Navarria si è dichiarato contrario all'opera, ma soddisfatto del lavoro svolto dai sindaci con Debernardi. Settimo ha affermato che il Comune di Torviscosa darà invece parere nettamente negativo all'opera. Presente in sala anche il sindaco di Muzzana, Vittorino Gallo. Laboratorio Muzzana, con Cristian Sedran, conferma, «dopo aver ascoltato Cancelli e Cicconi, che non ha senso realizzare una linea di Alta velocità sulla tratta Venezia-Trieste. Serve invece un investimento importante sulle due linee principali già esistenti: il Corridoio Adriatico-Baltico e il Corridoio Mediterraneo sulla Ve-Ts, per puntare a trasferire il trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia. Questo può essere fatto dalla Regione con una gestione pianificata e una visione unitaria delle politiche riguardanti i trasporti, la portualità e le infrastrutture ferroviarie». E' stata inoltre stigmatizzata dagli organizzatori la posizione del sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino, che alla riunione dei sindaci avrebbe dichiarato di non avere «alcuna intenzione di intraprendere iniziative pubbliche per presentare lo studio di Debernardi». La serata è stata condotta da Giorgio Guzzon e Paolo De Toni dei No Tav della Bassa friulana.
Questo è l'intervento che ho tenuto alla Conferenza di Muzzana del Turgnano
indetta dai Comitati NO TAV della Bassa Friuliana. Grato se potesse essere
inserito sui vostri blog.
Maurizio Ionico
"Permettetemi anzitutto una premessa. Mi chiedo cosa serva un Commissario
per "la realizzazione dell'Alta Velocità Venezia-Trieste" considerato che, oltre
allo stipendio, non ha svolto alcuna attività di rilievo se non quella di
comunicare alcuni pareri sulle esigenze ferroviarie e sulle modalità tecniche di
intervento sulla tratta, peraltro senza determinare alcuna decisione o
orientamento da parte del Governo, delle Regioni, di Rfi-Italferr.. Non si è mai
compreso quale fosse effettivamente la sua funzione specie di fronte
all'esistenza di progetti e tracciati contraddittori sull'Alta Capacità tra il
Friuli Venezia Giulia e il Veneto. E' tempo di superare questo modo di operare,
così come è avvenuto in altre circostanze dove si è soppresso il regime
commissariale e speciale in modo da ritornare all'ordinarietà amministrativa.
Questo atto può naturalmente avvenire se esiste un Governo e se si mette mano
alla Legge Obiettivo. Il prof. Ivan Cicconi, nella sua relazione introduttiva all'incontro, ha
illustrato gli effetti prodotti dal fordismo, cioè del tradizionale modo di
organizzarsi della produzione di beni, con il passaggio al post-fordismo, cioè
al modello di scala globale che conosciamo e che si è affermato a partire dal
1989 con l'entrata sulla scena economica di nuovi Paesi e la scomposizione di
ogni fase del processo produttivo. Tra questi effetti desidero ricordarne uno che ha dirette conseguenze sul
Friuli Venezia Giulia e sui nostri territori: dalla frantumazione del fordismo
sono esplosi su scala europea e nazionale i flussi di traffico, in particolare
la mobilità delle merci su strada. Alcuni dati spiegano molto. Nel Mediterraneo si realizza oggi il 45%
dell'intero traffico marittimo globale; sulla A4 si muovono tra i 6,5 mln e i 7
mln veicoli/km giornalieri, che significa circa 40 mln di veicoli/anno, di cui
il 30% di mezzi pesanti; tutte le arterie stradali interne sono coinvolte da una
intensa mobilità di mezzi per il trasporto delle merci poiché non esiste più il
magazzino. Questa situazione quasi automaticamente rimanda alle priorità, di
breve-medio periodo da intraprendere su scala regionale. Esse sono:
1. la portualità; si tratta di aumentare di scala i porti e di organizzarli
meglio per attrarre una frazione del traffico marittimo che attraversa il
Mediterraneo;
2. la ferrovia; si tratta di intervenire sui punti critici e sulle
strozzature della rete, e ciò significa che vanno promossi interventi sia lungo
la direttrice est-ovest (Corridoio Mediterraneo, ex Corridoio 5) sia lungo
quella nord-sud (Corridoio Baltico-Adriatico); gli interventi riguardano
l'accessibilità agli scali portuali, il nodo di Monfalcone-San Polo, il
raddoppio della linea Cervignano del F-Udine e la circonvallazione ferroviaria
di Udine; si tratta di investire circa 300 mln per connettere i porti regionali
con la linea ad alta capacità "Pontebbana";
3. l'azione sulle opere, ferroviarie e portuali hanno valore se
accompagnate da una politica delle infrastrutture integrata con quella sui
trasporti e sul territori la fine di portare più merci dalla strada al ferro, e
se esiste una politica del trasporto transalpino.
Ecco, queste sono le azioni da compiere rapidamente per fornire risposte
adeguate al problema che esiste di scarsa "capacità ferroviaria", operare
secondo il principio della costruzione per fasi, con interventi sulle sede
esistente e la costruzione di nuova rete.
Se è necessario operare interventi strutturali anche consistenti sulla
capacità ferroviaria, così non è per l'Alta capacità. A mio avviso, infatti, non ha senso e non trova giustificazioni la
realizzazione di una linea ad Alta Velocità sul tratto Venezia-Trieste.
A questo proposito, penso che la progettazione AV di Rfi-Italferr per il
Friuli Venezia Giulia e per il Veneto non va condivisa in primo luogo perché i
tracciati non sono coerenti tra loro e non vi è una corretta relazione della
proposta tecnica con il territorio, i valori ed i luoghi attraversati."
Maurizio Ionico, urbanista
Partito Democratico
venerdì 8 febbraio 2013
"ITALIA BENE COMUNE" PROPUESTIS E DISCUSSION CUI CANDIDÂTS A PUCINIE
giovedì 7 febbraio 2013
“IL GUVIER DE LAGUNE DI MARAN E GRAU, I DRAGAÇS, LE AGHECULTURE , LA TUTELE E LA VALORIZAZION DAI PATRIMONIS”
Il Circul dal Partît Democratic di
Maran, e Circui de Basse Furlane e il Pd dal Friûl – Vignesie Julie us invidin
a partecipâ ae cunvigne “Il guvier de lagune di Maran e Grau, i dragaçs, le
agheculture , la tutele e la valorizazion dai patrimonis” che si davuelzarà vinars ai 8 di fevrâr, a lis 17.00, alì de sale dal
Consei Comunâl a Maran.
Cun Debora Serracchiani, deputade intal parlament european e candidade
ae Presidence de Regjon e i candidâts e lis candidadis ae Cjamare a
al Senât de Provincie di Udin.
Introduzion di Riccardo
Milocco, pescjadôr, coordenadôr dal circul Pd di Maran.
giovedì 17 gennaio 2013
AGREGAZION DI COMUNS: PALAÇÛL, MUÇANE E PUCINIE. UNE VISION PIÇULE PIÇULE
Ai 29 di dicembar 2012, cuntune operazion inmaneade in premure (lôr stes e fevelin di un mês) e suntun "progjet" puartât indevant cence un minim di discussion publiche (par altri impussibile in cussì pôc timp), i sindics dai comuns di Palaçûl, Muçane e Pucinie e an presentât te suaze dal agriturisim Olistella la gnove associazion di servizis jenfri i trê comuns. Tante premure parcè che fin cumò (e par tancj agns .....) cualchidun al à durmît e ore presint il stât e la regjon e imponin di colaborâ cun oblics ( e scjadincis) di leç. Dut chest al è vignût fûr une vore ben dilunc de serade dai 29, cuant che si è sintût fevelâ, par altri in maniere superficiâl, dome di ipotetics sparagns e verementri pôc e nuie di strategjiis di gjestion comun dal teritori e di un progjet di disvilup socio economic dal stes. Bisugnarès almancul scomençâ a discuti di chestis cuistions in maniere vierte e partecipade, pensâ un tic plui in grant, vê un pôc plui di coragjo e invezit ........ si continue a produsi il minim sindacâl. Te foto la taule dai sindics li che, cuntune evidente mancjance di stîl e buine creance istituzionâl, al è stât invidât dome il conseîr regjonâl dal Pdl Galasso. Cuant che si fevele di argoments cussì impuartants, che a rivuardin ducj e no dome une part, par solit si invide e si dâ spazi a dutis lis fuarcis politichis e sociâls e te basse o vin ancje un conseîr regjonâl dal centri çampe. Almancul che no si intindi privilegjâ la campagne eletorâl ae coesion sociâl. Ca sot un comunicât stampe dal Pd de Basse Ocidentâl in mert a cheste vicende.
Nel
corso di un incontro pubblico tenutosi presso un agriturismo della zona i
sindaci di Palazzolo, Muzzana e Pocenia hanno presentato un un accordo per la
gestione associata degli uffici tecnico e finanziario, nel quadro di un
processo aggregazione che coinvolgerà anche la polizia municipale. Nel corso
della serata è stato fatto riferimento alla necessità di ottemperare agli
indirizzi nazionali e regionali con l’intento di migliorare i servizi e
soprattutto di contenere le spese vista l’attuale congiuntura economica
particolarmente difficile ed è stata espressa soddisfazione per un accordo
raggiunto in tempi brevissimi. Il Partito Democratico esprime compiacimento per
tali segnali di collaborazione, ma, proprio perché attravrerso i suoi
amministratori ha sempre spinto e lavorato in tale direzione, non può esimersi
dal fare alcune considerazioni. La prima è che gli amministratori non sono
stati tempestivi ma che siamo in grave ritardo: se non vi fossero state le
azioni obbligatoriamente previste dagli enti superiori i nostri comuni si
sarebbero mossi? La domanda è legittima visto che negli ultimi dieci anni è
stato realizzato poco e nulla sul fronte delle sinergie amministrative e del
governo comune del territorio. Solo pochi mesi fa Pocenia ha addirittura deciso
di interrompere l’esperienza dell’unione (e successiva fusione) con Rivignano e
Teor ed il sindaco ha proposto ai cittadini una campagna elettorale all’insegna
del campanile e dell’”autarchia”. La seconda osservazione riguarda la
prospettiva politica riguardante la nuova aggregazione e più in generale la
gestione del territorio: durante l’incontro del 29 gennaio si è parlato quasi
esclusivamente di mantenimento e/o miglioramento dei servizi dei risparmi che
deriverebbero dalla loro gestione associata. L’efficacia e l’entità del
risparmio (che evidentemente si potrà quantificare maggior precisione tra
qualche tempo ma che sicuramente ci sarà) è solamente uno dei motivi per
procedere con le aggregazioni territoriali. Noi crediamo che per fronteggiare
l’attuale crisi socio-economica è anche compito dei comuni individuare da
subito una nuova e più attuale
governance territoriale, un nuovo patto sociale ed un nuovo modello di sviluppo
che parta dalla valorizzazione delle vocazioni e dalle eccellenze (ambiente di
pregio, agricoltura di qualità, turismo ed accoglienza) accompagnato da una
pianificazione strategica e strutturale di area vasta. Per realizzare un
progetto di tale portata occorre lavorare su un territorio sicuramente più
ampio di quello prospettato, che vada dalle Risorgive alla Laguna, ovvero una
programmazione ed un patto amministrativo che coinvolga tutti i comuni che si affacciano sullo Stella
unitamente a Muzzana ed, eventualmente, anche Carlino e Marano. A tale
proposito appare assurdo ed incomprensibile non ritrovare il comune di
Precenicco tra quelli facenti parte del progetto proposto a Palazzolo. Su tutte
queste questioni comunque si può e si
deve continuare a lavorare. Ultima osservazione: i tre sindaci hanno chiosato
affermando che ogni scelta futura, aggragazione, unione o fusione che sia “dovrà avvenire in sintonia e con il
coinvolgimento di tutta la popolazione”. Siamo molto d’accordo perché tali
operazioni non saranno possibili senza la necessaria trasparenza e la massima
coesione sociale. Proprio per questo facciamo notare loro che se si presenta un
progetto di tale portata alla popolazione lo si fa coinvolgendo tutte le forze
politiche e sociali: se al tavolo dei sindaci a rappresentare la regione ci
fosse stato il presidente o un assessore non avremmo avuto nulla da dire ma
visto che così non è stato ricordiamo loro, che per correttezza ma anche per
comune convenienza, sarebbe stato opportuno invitare non solo il consigliere
regionale del Pdl eletto nella bassa ma anche quello del Pd. Sarebbe spiacevole
che anche qualcuno pensasse che si approfitta di argomenti così importanti solo
per fare campagna elettorale.
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lunedì 10 dicembre 2012
LÂ VIE DI LÀ
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martedì 27 novembre 2012
UNIONS DI COMUNS: IL PONT DE SITUAZION
MAI PLUI
“Sorridi
ancora”: Impuartante cunvigne sul teme de violence di gjenar – e par memoreâ
Eufemia Rossi - a Tisane intal Centri Polifunzionâl, joibe ai 29 di novembar 2012, a lis 18.00. Partecipait!
lunedì 26 novembre 2012
PRIN TURNI. ANCJE I FURLANS A SIELZIN BERSANI
Ae fin il risultât dal prin turni des primariis dal centri çampe al mande al balotaç Pierluigi Bersani (44,9%) e Matteo Renzi (35,5%). Ancje in Friûl-Vignesie Julie e in Provincie di Udin il segretari Bersani al è indevant. A Palaçûl e an votât in 111. Chescj i risultâts: Bersani 51, Renzi 36, Vendola 13, Puppato 9, Tabacci 2. Apontament a domenie ai 2 di dicembar.
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mercoledì 21 novembre 2012
I BAUSÂRS
Sul Messaggero di vuê o vin let che Ersagricola e a vendût une branche de Aziende Marianis (il cûr de aziende, lis stalis cun plui di 500 esemplârs di pezzata rossa) e a fitât ancje cuasi ducj i terens de Volpares. Il dut cuntune procedure une vore discutibile: si vendin i bens comuns (bens publics) in totâl assence di trasparence, cuintri il volê dal teritori (14 sindics e une schirie di conseis comunâi cuintri la vendite) e cence nancje inmaneâ un straç di gare publiche. Materie pe Cort dai Conts. La justificazion dal diretôr de Ersa e je che di riplanâ un passîf che al è rivât a 1 milion di euro intal 2011. Di assumisi la responsabilitât di une buse dal gjenar naturalmentri al diretôr Bellini no i passe nancje pal cjâf. Compliments.
Une operazion dal gjenar un ent regjonâl no le fâs cence il consens dai sorestants politics.
E si che la aziende Volpares Marianis fin cualchi mês indaûr e jere "un insostituibile patrimonio per l'agricoltura" .........
"Marianis è il
paradigma del rilancio dell'agricoltura regionale, che non potrà basarsi
solo sulla propria produzione, ma dovrà trovare e rivalutare nuovi contenuti
legati al sociale, alla cultura e cura del territorio e della sua
identità". Claudio Violino, 23 ottobre 2010
''Un'azienda la
Marianis-Volpares - ha specificato l'assessore regionale alle Risorse rurali,
agroalimentari e forestali Claudio Violino - che più volte stava per essere
ceduta dalla Regione, mentre costituisce invece un insostituibile patrimonio
per l'agricoltura''. Claudio Violino, 10 giugno 2011
«Il presidente Tondo non ha detto in maniera perentoria che
l’azienda Volpares-Marianis sarà alienata: si valutino anche il bilancio
sociale e culturale». Paride Cargnelutti, 23 ottobre 2011
L’azienda Volpares –Marianis per il momento non si venderà. Ad
affermarlo, rassicurando così i 14 sindaci della Bassa friulana firmatari di
una lettera in cui chiedevano di confermare la natura pubblica di queste due
realtà, è stato lo stesso presidente della Regione Renzo Tondo presente ieri a
Palazzolo. Renzo Tondo, 21 gennaio 2012
Un appello, quello di non privatizzare le due aziende, molto sentito tra gli amministratori, molti dei quali ieri non hanno voluto mancare. E di cui si è fatto portavoce anche il consigliere regionale Paride Cargnelutti. «Bisogna mettere in evidenza questo patrimonio – ha sottolineato - fatto di beni materiali e immateriali. Questo ricchezza va valorizzata in quanto se essa non ci fosse la Regione sarebbe più povera. Deve essere quindi mantenuta». Paride Cargnelutti, 21 gennaio 2012
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martedì 6 novembre 2012
DA LIS RISULTIVIS AE LAGUNE: UN SPAZI DI CUALITÂT PAR UN GNÛF PROGJET ECONOMIC E DI GUVIER DAL TERITORI
Publicât te pagjine des "letaris" dal Messaggero Veneto un contribût di Lorenzo Fabbro ufiert ae publiche discussion sul model di disvilup dal teritori e su propuestis par un gnûf model di gjestion aministrative. Il coordenadôr dal Pd de Basse Ocidentâl, recuperant concets za pandûts in plui di cualchi ocasion, al torne a bati su identitât e vocazions dal teritori e al torne a rilançâ la idee di une pussibile colaborazion/agregazion jenfri i comuns su lis rivis dal Stele (e no dome).
Ca sot il test complet dal intervent:
"Tiaris
di aghis e di boscs”
Molto
interessante il convegno organizzato alcuni giorni or sono dalla Sezione di
Italia Nostra di Udine con il patrocinio del Comune di Rivignano. Nel corso dei
lavori si è analizzata l’esperienza del Parco Comunale dello Stella, delle
azioni dispiegate negli anni per la riqualificazione ambientale, del progetto
di restauro e valorizzazione di Villa Ottelio e delle collaborazioni con
Soprintendenza, Regione, Associazioni e Università per tradurre i progetti di
tutela dell’ambiente e dei beni culturali in opportunità di sviluppo economico
del territorio. Si è parlato di biodiversità, di ambiente, ma anche si storia e
archeologia, di prodotti tipici e agricoltura di ultima generazione e di
turismo e ricettività. Non da ultimo si è fatto riferimento al progetto di
fusione del Comune di Rivignano con quello di Teor. La strada intrapresa a
Rivignano è sicuramente quella giusta ma tale esempio dovrebbe stimolare
riflessioni ed azioni di portata ancor più ampia. E’ da parecchio tempo che il
nostro territorio sta affrontando una crisi dei modelli produttivi applicati
negli ultimi 30/40 anni (agricoltura intensiva, polo turistico/mare spiaggia,
industria manifatturiera a basso valore aggiunto) e che ci si confronta su
ipotesi nuove e diverse di gestione amministrativa. Questa situazione, non
affrontata con la necessaria decisione, si è incrociata, negli ultimi anni con
la crisi globale che ha prodotto anche nel nostro territorio effetti pesanti
dal punto di vista occupazionale, economico e sociale. La via di uscita è
quella di individuare quanto prima una nuova e più attuale governance
territoriale, un nuovo patto sociale ed un nuovo modello di sviluppo che parta
dalla valorizzazione delle vocazioni e dalle eccellenze del territorio (inteso come
uno spazio ampio che va dalla linea delle Risorgive alla Laguna) ovvero
ambiente di pregio, agricoltura di qualità, turismo ed accoglienza,
accompagnato da gestione associata dei servizi e da una pianificazione
strategica e strutturale di area vasta. Le risorse del territorio sono naturali e culturali, perché il
territorio è un mix inestricabile di natura e di cultura, prodotto
dall’incessante azione dei processi naturali (orogenetici, “fluviali” e
biologici) intrecciati con i processi culturali (attività, insediamenti,
società). La ricerca delle vocazioni del territorio, unica chiave per capire
cosa il territorio “domanda”, è intrinsecamente la miglior garanzia di
sostenibilità. In altre parole, la sostenibilità, il progetto, non dovrebbero
mai essere frutto di “invenzione”, ma risultato di ricerca continua e nuova
consapevolezza. Se questa consapevolezza rispetto al nuovo progetto che vede
protagonisti storia e paesaggio, ambiente, agricoltura e prodotti di qualità,
servizi turistici e ricettivi si sta rafforzando è però evidente che il
progetto, per funzionare, ha bisogno di una piattaforma ampia e condivisa. Il
tema si intreccia anche con l’amministrazione ed il governo del territorio. Il
progetto dell’Unione dei Comuni dello Stella (Rivignano, Teor e Pocenia) è
stata un’iniziativa positiva ancorché isolata e spiace che abbia perso per
strada uno dei protagonisti. A mio giudizio l’Unione avrebbe dovuto invece
essere ampliata proprio partendo dalle vocazioni territoriali e dall’identità.
Il fiume Stella, oltre che una straordinaria risorsa ambientale è anche un
forte elemento identitario che caratterizza un territorio ed indica un
possibile progetto socio economico ed amministrativo. Sarebbe impossibile
pensare ad un’aggregazione di tutti i comuni rivieraschi ovvero Rivignano,
Teor, Pocenia, Palazzolo, Precenicco? Si andrebbe davvero dalle Risorgive alla
Laguna. Se aggiungessimo anche Muzzana del Turgnano avremmo un territorio di
sei comuni, con grandi potenzialità dal punto di vista agro ambientale e turistico
(i boschi e le acque), ed un bacino demografico di oltre 16.000 abitanti.
Immaginate non solo il risparmio che potrebbe derivare da un’operazione di
questa portata ma anche i vantaggi che deriverebbero da una pianificazione
strategica e strutturale di area vasta (Parco su tutto il corso del fiume
Stella, dalla zona delle risorgive all’oasi avi-faunistica delle foci,
valorizzazione dei beni storici, paesaggistici, culturali e naturalistici,
Villa Ottelio, il Marinaretto, il villaggio neolitico di Palazzolo, il Canevon
di Precenicco, i vigneti e le ville di Pocenia ed i funghi e il tartufo dei
boschi di Muzzana), da politiche territoriali condivise, dall’attrattività
sicuramente maggiore nei confronti di finanziamenti europei, da una maggior
facilità nella promozione e molto altro. I tempi della spending review e della
crisi economica non sono tempi da ordinaria amministrazione ma esigono
riflessioni e azioni più grandi e coraggiose. Su questa idea, già avanzata in
altre sedi, e/o su altre che verranno auspico da subito una discussione ampia,
trasparente e partecipata nel territorio delle “Acque e dei boschi”. Il rischio
sarà, in mancanza delle scelte e del protagonismo del territorio, che qualcuno
decida per noi.
Lorenzo Fabbro
Coord. Pd Bassa
Occidentale
già Sindaco di Palazzolo
dello Stella
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sabato 3 novembre 2012
ZUAN MINUT. TIERE E LIBERTÂT: STORIE DI UN RIVOLUZIONARI FURLAN
La fondazion Valmi Puntin, lis
sezions ANPI di Aquilee e de Basse
Furlane, la Leghe SPI CGIL di Aquilee e la AUSER Basse Furlane, in colaborazion
cul Centri di documentazion e ricercje “L. Gasparini” us invidin a partecipâ ae
presentazion dal libri di Federico Snaidero
“Giovanni Minut. Terra e libertà: storia di un rivoluzionario friulano”
che si davuelzarà vinars ai 16 di novembar, a lis 20.30, alì dal Municipi di
Aquilee.
Te opare Snaidero al
delineie il profîl biografic di une
personalitât jenfri lis plui impuartantis e rapresentativis de storie furlane
dal secul passât, la ricostruzion di une vicende personâl e politiche che e a
traviarsât il ‘900, de Grande Vuere ae stagjon des lotis contadinis te Basse,
dal avent dal fassisim ae emigrazion in Americhe Latine.
E parteciparan Federico
Snaidero, autôr de publicazion, Giancarlo Bertuzzi, President dal Istitût
Regjonâl pe Storie dal Moviment di Liberazion di Triest e Dario Mattiussi,
President al Centri di documentazion e ricercje “Leopoldo Gasparini di Gardiscje.
Vie pe serade e sarà
ricuardade ancje la figure di Renato Jacumin che intal 1974 al publicà un dai
prins saçs dedicâts a lis lotis agrariis intal Friûl orientâl.
Gjavât fûr di Pup, Carli
2006: Memoriis platadis. Olmis di storie te narative popolâr furlane.Feagne:
Edizions Associazion Culturâl “El Tomât”
Zuan Minut (1895 – 1967)
Giovanni Minut (dispès clamât Zovanin o, a pont,
Zuan) al jere nassût a Visc ai 26 di Dicembar dal 1895 di une famee contadine.
Di zovin al frecuente la scuele serâl agrarie di Gurize e cuant che e sclope la
prime vuere mondiâl si ricjate cu la divise austriache, prime tes retroviis dal
Friûl orientâl e po sui confins a soreli jevât dal Imperi. “Arlêf ” di une
figure interessante di socialist e artist come Rodolfo Del Mestri [1], finide
la vuere, si bute ad in plen inte militance politiche, ma soredut sindacâl
prime cul partît socialist e po, cu la crevadure dal ’21, cui comuniscj. La sô
passion, la sô preparazion e la sô capacitât oratorie lu puartin in curt a
deventâ segretari de Federazion Provinciâl dai Lavoradôrs de Tiere, la leghe
rosse dai contadins ative intal ex Friûl imperiâl [2]. Lu cjatìn protagonist intes lotis dai contadins e
dai sotans dal Friûl orientâl che si cjatin a fâ i conts cuntune azion simpri
plui agressive dai latifondiscj e dai proprietaris locâi e cuntun cambiament
politic e aministratîf traumatic (cheste zone dal Friûl e jere stade, di fat,
sot dal Imperi austriac par almancul cinc secui). Il partît popolâr che,
fintremai la vilie de vuere, al jere stât il pont di riferiment de grande part
de popolazion, acusât di jessi austriacant al ven perseguitât cun fuarce e i
siei dirigjents principâi, tant che Faidutti e Bugatto, a son obleâts al esili.
Ancje lis concuistis sindacâls e sociâls otignudis prin de vuere a vegnin
metudis in discussion dal gnûf ordin politic che tai prins agns, intes gnovis
provinciis, si poie, di fat, su comissaris nomenâts inaltrò e su la
aministrazion militâr [3]. In curt al devente un dai personaçs plui
cognossûts dal Friûl orientâl e un dai plui amâts de int. La sô figure e cjate
un rivoc grues ancje su “Il Lavoratore della Sera”, cuotidian dai
socialiscj stampât a Triest, là che al ven sorenomenât “il pridicjadôr socialist”
e presentât come “il giovane compagno Minut che nelle riunioni fevele simpri
furlan”. Minut, di fat, al fevele simpri par furlan ancje tai siei
comizis e, ancje par chest, si cjate a ce fâ dispès cui carabinîrs che i
proibissin di fevelâ te sô lenghe, come che i capite tal Març dal 1920 a
Lonzan. Cuant che po, tal Mai di chel stes an, al ven arestât a Tierç tant che
al cîr di fermâ i carabinîrs che a vuelin secuestrâi il fen a di un contadin,
si discjadene il montafin. No coventin il stât di emergjence proclamât des
autoritâts e nancje i reparts di ardîts mandâts a ocupâ i ponts strategjics,
parcè che i lavoradôrs de tiere, ma ancje i operaris di Monfalcon si movin par
liberâ il lôr “eroi”. Minut al pant un amôr totâl pe sô lenghe, pe sô
tiere e pe sô int, che si pues viodi ancje tun librut di poesiis publicât tal
1921, [4] là che al jes dai schemis de poesie furlane in vore ta chei agns, sei
dal pont di viste stilistic, sei di chel dai contignûts (cun tescj di denuncie
sociâl e antimilitariscj). La jessude di cheste publicazion i discjadenarà
cuintri dute la asse di une cierte part dal mont culturâl furlan che al
judicave scandalôs sei il so stîl di roture, sei i siei argoments. Tal 1923 al emigre in Sud Americhe, prime in
Argjentine e po in Uruguay, là che si fasarà un non te industrie dal lat. A
obleâlu a cheste sielte e je la campagne
difamadorieinviade
cuintri di lui, no dome dai siei aversaris politics, ma ancje, e in maniere
fintremai plui feroce, dai siei ex compagns socialiscj daspò de decision di
passâ cui comuniscj. A cheste situazion si zontin lis violencis simpri plui
pesantis cuintri di lui e de sô famee de bande dai fassiscj. Ancje Minut,
duncje, come tancj altris militants antifassiscj al scugne cjapâ la strade
amare dal esili.
[1] Par savê alc di
plui su Del Mestri e sui siei rapuarts cun Minut si rimande al libri di: TASSIN,
FERRUCCIO: Artist. Gorizia: Comune di Visco.
[2] Su la ativitât di Minut inte suaze
politiche e sindacâl di chei agns intal Friûl orientâl al reste fondamentâl il
libri di: JACUMIN, RENATO 1974: Le lotte contadine nel Friuli orientale
1891/1923. Udine: Doretti Editore.
[3] In mert si pues viodi: PUP, CARLI
1998: La seconde Irlande. Il Friûl orientâl tra il 1915 e il 1922. – in “La
Comugne”, n.2. Udin: Edizions Kappa Vu.
[4] MINUT, GIOVANIN 1921: Rimis furlanis –
Gurize: Tipografie Social. La publicazion e je stade riscuvierte al
professôr Zorç Faggin che le à fate ristampâ intal 1977.
"Us saludi, o flamis di fûc, / e us invidi a disfâ tun moment / il
sisteme dal siôr e dal pu[a]r / e po il mont sarà calm e content". (Zuan Minut - A lis bandieris, 1919)
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giovedì 1 novembre 2012
MANDI GAE
E je muarte vie pe gnot te sô cjase di Milan Gae Aulenti, architet di fame mondiâl. La Aulenti e jere nassude a Palaçûl ai 4 di novembar 1927 te cjase parsore la vecje buteghe dai Bini in Vie Rome. mercoledì 24 ottobre 2012
LA RECITE
Estrat dal
verbâl di deliberazion dal Consei Comunâl di Palaçûl (lait a lei la delibare n.35/2009)
MAURO BORDIN (Sindic): La cuistion dal cjâf grup la vin za risolte: il cjâf grup al è Caoduro Michele!
PIZZALI Marina (Assessore): In maniere assolude no!
BINI Luciana (Conseire): La recite dai fantats e je stade bielissime.
Se
il riferiment al è a cheste vicende e a chest dibatiment in consei ….. come no jessi dacuardi cu la conseire
Bini :-)
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martedì 23 ottobre 2012
PAI TROIS DAI SANTS 2012
Ca sot il program che a nus propon la Associazion Trois di Rivignan in ocasion de fieste dai Sants.
Musiche, mostris e cetant altri a partî di joibe 31 fin ai 3 di novembar.
Vierzidure cul bot joibe a lis 21.00: scree de mostre e presentazion dal gnûf fumet di Guido Carrara Quisco e Raff BB Lazzara "Il grido del Sapo" , un lavôr di une fuarce e bielece straordenariis, une storie visionarie di denuncie sul sfrutament de infanzie e su la lote pe libertât …… di no pierdi!
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giovedì 18 ottobre 2012
LIS COMICHIS DI "IERI, OGGI E DOMANI"
In continuitât cu la miôr tradizion des aministrazions Bordin inte maiorance si continue a barufâ. Intant che il sindic al tâs (a lui ai va simpri ben dut baste no molâ la cjadree) dopo vê let di crisi de maiorance e scomunichis di cjâfs grups e referents de liste "Ieri, oggi e domani per Palazzolo" di bande dal vice sindic Zoroddu (cun relativis sostituzions di Franco D'Altilia e Claudio Braida cun Michele Caoduro e Francesco Filippi) cumò o lein che i components de liste che fasin riferiment a Franco D'altilia e Marina Pizzali (che evidentementri no an la maiorance intal grup dai elets in consei ma a son in stât di esercitâ une leadership di fier jenfri i no-elets) a varessin decretât adiriture la espulsion di Franco Zoroddu, Michele Caoduro, Benito Zago, Antonia Pitton e Francesco Filippi de liste "Ieri, oggi e domani per Palazzolo". Ducje crisi, epurazions, espulsions, cjâfs grup (no si capìs a cjâf di cui ….) ricognossûts e dineâts e dut jenfri components de maiorance e adiriture de zonte di Bordin. E dut sul gjornâl. La liste "Ieri, oggi e domani per Palazzolo" (par capîsi che che a manten la salde maiorance jenfri i no-elets) e a mandât al sindic e ai conseîrs comunâi un "dossier" par documentâ dut l'ambaradan: il dut in pûr politichês, tirant fûr cuestions che no an nuie ce viodi cu le aministrazion, cui citadins e cun Palassôl e continuant a sputanâsi a vicende cui lôr compagns di zonte e consei. Chest al rapresente il livel di dignitât politiche te maiorance e chescj a son i temas che ocupin i pensîrs dai sorestants dal nestri puar paîs. "io ti ho convocato e non tu non sei venuto, tu non sei più capogruppo, no il capogruppo sono io, la lista e mia e la rappresento io, io ti espello, no sono io che espello te". Se nol fos di vaî al sarès veramentri di ridi. Franco Zododdu al puedie restâ vicesindic intune zonte cun Marina Pizzali e Franco D'altilia? Ma chei ca, e il sindic Bordin par prin, no an un pocje di dignitât?
domenica 14 ottobre 2012
LA REGJON E SIERE IL PONT NASSITE INTAL OSPEDÂL DI TISANE
La Regjon e a decidût di sierâ il pont nassite e probabilmentri la vuardie pediatriche intal Ospedâl di Tisane. Une decision une vore pesante pal nestri teritori. Si podevial fâ alc par impedî l'enesime pierdite di servizis essenziâi e strategjics te Basse Ocidentâl? Intun intervent publicât sul MV il cjâf grup de liste "Centrosinistra per Latisana" Orlando Fantin al met in evidence lis responsabilitâts de aministrazion comunâl di Tisane e in particolâr di Micaela Sette e dal sindic atuâl Salvatore Benigno.
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