mercoledì 30 maggio 2012

LA SAGRE DE IPOCRISIE

Penôse la figure di bande des aministrazions de  Provincie di Udin e de Regjon cun rivuart ae situazion di Radio Onde Furlane, aes politichis linguistichis e ai problemas che il Pd al veve plui voltis denunciâts intai ultins agns 1 / 2 / 3
Chescj i risultâts (compliments) e cheste la posizion de Provincie 1 / 2  / 3 …….

Ca sot invezit us metin un comunicât dal conseîr regjonâl dal Pd Paolo Menis
PD: Menis, Regione e Provincia non salvano Radio Onde Furlane
(ACON) Trieste, 30 mag - COM/AB - Meriterebbero proprio di essere trasmesse, alla radio, le polemiche di questi giorni sul futuro di Radio Onde Furlane. Forse così tutti capirebbero quanto sterili e strumentali sono le argomentazioni con cui coloro che potrebbero mettere in campo le risorse per salvare l'emittente friulana, si rimpallano le responsabilità. Regione e Provincia di Udine, due amministrazioni "amiche" che ben potrebbero facilmente incontrarsi per trovare una soluzione al problema, preferiscono invece prendere tempo dispensando promesse e dichiarazioni sulla carta stampata. Così il consigliere regionale del PD Paolo Menis, secondo cui, in questo caso, la colpa non sta nel mezzo, ma è di entrambi. Da una parte, infatti, la grottesca situazione di Palazzo Belgrado, costretto a smentire le rassicurazioni che il suo stesso assessore alla Cultura aveva fatto pochi giorni prima circa un possibile provvedimento di sostegno all'emittente, perché è necessario "verificare se esistono le condizioni per un intervento di supporto". In altre parole - secondo il democratico - la Provincia di Udine non sa nemmeno se può o meno sostenere Radio Onde Furlane, il che evidenzia il grande interesse con cui ha seguito in questi anni la vicenda. D'altra parte, non meno colpevole è la posizione della Regione che - sempre secondo Menis - potrebbe fare molto di più. Già lo scorso anno, ad esempio, in occasione dell'assestamento del bilancio, fu proprio la maggioranza di centrodestra a far mancare il suo sostegno alla proposta del Partito Democratico che chiedeva il ripristino completo dei fondi per le trasmissioni in friulano. Difficile sostenere che si tratti di un problema di risorse - prosegue Menis - visto che l'Amministrazione regionale per promuovere e conservare lo sviluppo del patrimonio culturale e linguistico degli italiani in Slovenia e Croazia spende quasi un milione di euro l'anno. Se si volesse fare di più, quindi, le possibilità ci sarebbero. Invece - chiosa Menis - Radio Onde Furlane rappresenta, purtroppo, l'ennesimo esempio della distanza di queste Amministrazioni, regionale e provinciale, dalla comprensione e dalla difesa degli interessi della comunità friulana del Friuli Venezia Giulia.

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