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domenica 26 agosto 2012

I "FATS" DAL PRESIDENT

 
In chescj dîs al è in cors sul Messaggero Veneto un dibatit su autonomisim, specialitât de regjon e minorancis linguistichis. Jenfri i intervents publicâts ancje chel dal President Zonte Regjonâl Renzo Tondo, jessût inte zornade di îr e intitulât "Nessun disimpegno sulla lingua friulana. Il presidente Tondo risponde a De Agostini: per me parlano i fatti e la tutela garantita alla “marilenghe”."

Ai vûl une biele muse rote par contalis tant grandis: lait a lei ca il Tondo pinsîr e sot la letare di rispueste di Lorenzo Fabbro  sui "fats dal president".
 
Per quanto riguarda le politiche linguistiche, ed in particolare quelle dedicate alla lingua friulana, ha ragione il presidente Tondo. Non quando dà del “male informato” al segretario del MF Marco De Agostini (sigh!) ma quando afferma, con la sicumera che lo contraddistingue, che sono i “fatti a parlare chiaro”. Vediamo questi fatti: Tondo rammenta di aver ereditato la nuova legge di tutela, la 29/2007, e che la stessa era “inoperante e bloccata”. Vorrei ben vedere visto che la stessa era stata approvata in dicembre e solo alcuni mesi dopo vi sono state le elezioni. Il compito di rendere operativa la legge spettava evidentemente alla nuova amministrazione regionale che ha fatto si che la stessa rimanesse “inoperante e bloccata” per quasi quattro anni visto che il primo regolamento attuativo, quello sulla scuola, è stato approvato solo nel 2011. Il fatto che vi fossero eccezioni di costituzionalità (che riguardavano solo alcuni articoli) non impediva affatto di iniziare a lavorare da subito per garantire l’operatività cosa che l’amministrazione Tondo si è ben guardata dal fare. Evidentemente il centro destra dopo aver contrastato in ogni modo la legge sul friulano durante l’iter di approvazione della stessa non aveva alcun interesse a portare avanti la sua applicazione altrimenti non si capirebbe perché ci sia voluta l’intera legislatura per vedere, solo dal prossimo anno (a proposito di iniziative elettorali!) partire con l’ora di friulano curricolare a scuola. Per tacere delle polemiche, delle commissioni di esperti esautorate, di bozze rimaste mesi nel cassetto e di una dotazione finanziaria non certo sufficiente. Tondo si avventura a parlare anche dell’ “elenco degli insegnanti con competenze riconosciute per l’insegnamento della lingua friulana”. Riconosciute da chi e secondo quali criteri visto che manca il regolamento regionale per la certificazione linguistica la cui emanazione era prevista entro sei mesi? Ed il nodo della formazione degli insegnanti come è stato affrontato? La perseveranza dei genitori dei ragazzi che continuano in maniera crescente a richiedere l’insegnamento del friulano è un dato politico importantissimo ma non è certo un risultato delle politiche della giunta Tondo.  Quattro anni di ritardo e una miriade di adempimenti legati alla legge da attuare e di problemi lungi dall’essere risolti. Questi “i fatti” sulla scuola. Paradossale il vantarsi di Tondo rispetto all“incremento del capitolo del bilancio regionale destinato al sostegno dei mezzi di informazione in friulano”. Di fronte alle inadempienze del servizio pubblico è chiaro che il sostegno ai media radiotelevisivi in lingua friulana è fondamentale, uno dei pilastri di una moderna ed efficace politica linguistica. Bene, per due anni consecutivi i fondi destinati alla presenza della lingua friulana nei media locali sono stati azzerati. La gravità di tale decisione ed i suoi pesantissimi effetti sono stati evidenziati da una serie di iniziative sia dell’opposizione, sia della società civile e culturale friulana senza sortire alcun effetto per un anno e mezzo. Solo in occasione delle variazioni al bilancio 2011 la posta è stata ripristinata ma in misura sensibilmente ridotta rispetto a due anni prima. Questi i “fatti” sulla comunicazione, altro che “fondi incrementati”. Il relativo regolamento attuativo, vista l’importanza del settore, è stato approvato con “celerità” subito dopo quello della scuola (ci sono volti quasi quattro anni). Il resto degli adempimenti previsti dalla L.29 sono rimasti lettera morta: non pervenuti gli altri regolamenti, il piano generale di politica linguistica, gli obbiettivi. Potremmo continuare con lo smantellamento del Servizio identità linguistiche della Regione, la divisione di competenze tra scuola e le altre politiche linguistiche, il declassamento del comitato tecnico scientifico dell’Arlef, i tagli orizzontali agli organismi di primaria importanza a prescindere dai meriti e dal lavoro fatto e  molto altro. Già, i “fatti parlano chiaro” e dimostrano che il segretario del MF De Agostini è fin troppo correttamente informato. Tra gli adempimenti della legge 29/2007 che sicuramente saranno sfuggiti sia al presidente Tondo che ai suoi assessori vi sarebbe anche un rapporto sui risultati ottenuti che la giunta dovrebbe presentare ogni 5 anni alla commissione consiliare competente assieme al nuovo piano generale di politica linguistica ed una conferenza di verifica e proposta convocata, almeno una volta ogni 5 anni, e comunque non oltre sei mesi prima della scadenza della legislatura. Sarebbe un’ottima occasione per fare un bilancio serio e dividere la sostanza dalla propaganda. La vedremo mai?


23 agosto 2012
Lorenzo Fabbro Segreteria Provinciale Pd di Udine

 

mercoledì 30 maggio 2012

LA SAGRE DE IPOCRISIE

Penôse la figure di bande des aministrazions de  Provincie di Udin e de Regjon cun rivuart ae situazion di Radio Onde Furlane, aes politichis linguistichis e ai problemas che il Pd al veve plui voltis denunciâts intai ultins agns 1 / 2 / 3
Chescj i risultâts (compliments) e cheste la posizion de Provincie 1 / 2  / 3 …….

Ca sot invezit us metin un comunicât dal conseîr regjonâl dal Pd Paolo Menis
PD: Menis, Regione e Provincia non salvano Radio Onde Furlane
(ACON) Trieste, 30 mag - COM/AB - Meriterebbero proprio di essere trasmesse, alla radio, le polemiche di questi giorni sul futuro di Radio Onde Furlane. Forse così tutti capirebbero quanto sterili e strumentali sono le argomentazioni con cui coloro che potrebbero mettere in campo le risorse per salvare l'emittente friulana, si rimpallano le responsabilità. Regione e Provincia di Udine, due amministrazioni "amiche" che ben potrebbero facilmente incontrarsi per trovare una soluzione al problema, preferiscono invece prendere tempo dispensando promesse e dichiarazioni sulla carta stampata. Così il consigliere regionale del PD Paolo Menis, secondo cui, in questo caso, la colpa non sta nel mezzo, ma è di entrambi. Da una parte, infatti, la grottesca situazione di Palazzo Belgrado, costretto a smentire le rassicurazioni che il suo stesso assessore alla Cultura aveva fatto pochi giorni prima circa un possibile provvedimento di sostegno all'emittente, perché è necessario "verificare se esistono le condizioni per un intervento di supporto". In altre parole - secondo il democratico - la Provincia di Udine non sa nemmeno se può o meno sostenere Radio Onde Furlane, il che evidenzia il grande interesse con cui ha seguito in questi anni la vicenda. D'altra parte, non meno colpevole è la posizione della Regione che - sempre secondo Menis - potrebbe fare molto di più. Già lo scorso anno, ad esempio, in occasione dell'assestamento del bilancio, fu proprio la maggioranza di centrodestra a far mancare il suo sostegno alla proposta del Partito Democratico che chiedeva il ripristino completo dei fondi per le trasmissioni in friulano. Difficile sostenere che si tratti di un problema di risorse - prosegue Menis - visto che l'Amministrazione regionale per promuovere e conservare lo sviluppo del patrimonio culturale e linguistico degli italiani in Slovenia e Croazia spende quasi un milione di euro l'anno. Se si volesse fare di più, quindi, le possibilità ci sarebbero. Invece - chiosa Menis - Radio Onde Furlane rappresenta, purtroppo, l'ennesimo esempio della distanza di queste Amministrazioni, regionale e provinciale, dalla comprensione e dalla difesa degli interessi della comunità friulana del Friuli Venezia Giulia.

lunedì 6 febbraio 2012

COMUNICÂT DAL COMITÂT 482 CUN RIVUART AI FONTS PE LEÇ 482/99: O SIN AE FARSE!

Juste cumò il Dipartiment pai afârs regjonâi de Presidence dal Consei dai Ministris al à dât fûr la circolâr su la assegnazion dai fonts previodûts de leç statâl 482/99 pal 2012 (ancje se formalmentri a son calcolâts pal 2011) e il cuadri che indi ven fûr al è di sgrisulâsi. Cun di fat, i bêçs metûts par dutis lis dodis comunitâts minorizadis ricognossudis dal Stât talian cu la 482 a son juste 1.768.792 euros. Di chescj a rivaran inte Regjon autonome Friûl – Vignesie Julie 362.200 euros: 240.608 pal furlan, 108.605 pal sloven e 12.987 pal todesc.
Il Guvier Monti, tal cidin plui totâl, al à rivât a fâ fintremai piês di chel che al veve fat il Guvier Berlusconi tal 2010 cuant che par garantî i dirits linguistics des dodis minorancis ricognossudis a jerin stâts metûts sì e no 2 milions di euros e al Friûl – Vignesie Julie i jerin rivâts uns 465 mil euros. No sin nancje a di un sest des risorsis dadis fûr pôcs agns indaûr…
Prime o vin vût di spietâ passe cincuante agns par che si des forme a un dai principis di fonde de Costituzion republicane (art. 6) par mieç de leç statâl 482. Po, passâts plui di dîs agns che chê leç e je stade fate buine, o sin inmò che o spietìn che e tancj dai siei contignûts a sedin metûts in vore. Cumò lis risorsis plui che scjarsis metudis dai diviers guviers talians par meti in vore la 482 a deventin juste fruçons. Si disarà che, in timps di crisi, ducj a àn di meti dal lôr. Nô invezit si domandìn parcè che a paiâ a àn di jessi simpri chei. Il Guvier, di fat, al spint di plui par fâ svolâ par dîs oris un cjacebombardîr Tornado che no par garantî, par un an a dilunc, i dirits linguistics di furlans, slovens e todescs dal Friûl – Vignesie Julie: o sin pardabon rivâts ae farse!
Al è pussibil che cualchidun, un tic dûr di çucje, al contindi che a son lis autoritâts europeanis a domandânus chescj sacrificis. Alore ur ricuardìn che te “Tierce Opinion su la Italie” dade fûr l’an passât dal Consei de Europe su la metude in vore de Convenzion cuadri pe protezion des minorancis nazionâls si diseve a clâr che za ta chê volte i tais fats a riscjavin di vê “consecuencis une vore seriis pes minorancis” e che a jerin plui che justificadis lis pôris di cui che, a tacâ dai furlans, si viodeve intai fats impedît di “promovi pardabon i dirits dai membris di chestis comunitâts”.
Se e je vere che aromai la uniche reson par difindi la specialitât dal Friûl – Vignesie Julie e je la presince maioritarie di comunitâts che a fevelin une lenghe proprie divierse di chê dal Stât, ancje su la fonde di cheste ultime maçade che nus àn dât, al devente sante scugne che i rapresentants de nestre Regjon a tratin cun Rome il trasferiment totâl des competencis e des risorsis par cierts setôrs a tacâ propit de difese e de promozion des lenghis minorizadis e de organizazion scolastiche (il câs di Migjee – passaitnus il zûc di peraulis – al fâs scuele!). Cuale ocasion miôr par fâlu de taule di lavôr Stât – Regjon che e varès di nassi dopo dal incuintri a pene stât tra il president dal Guvier talian Mario Monti e chel regjonâl Renzo Tondo? Al è in zûc l’interès coletîf des nestris comunitâts. Par chest o sperìn che Zonte e Consei regjonâl dal Friûl – Vignesie Julie, adun cui parlamentârs elets inte nestre regjon, a lassin di bande i prejudizis ideologjics e a tachin a batisi pai nestris dirits denant dal guvier talian.

Udin, 04/02/2012
Carli Pup

mercoledì 21 settembre 2011

ZORNADE EUROPEANE DES LENGHIS: AL CIRCUL ARCI NUOVI ORIZZONTI SI PRESENTE IL LIBRI CJALANT IL FRIÛL

In ocasion de Zornade europeane des Lenghis, il Circul culturâl e ricreatîf "Nuovi Orizzonti" dai Riçs, al à il plasê di dedicâ une serade ae presentazion dal libri Cjalant il Friûl, Pinsiirs e opinions sui luucs comuns de lenghe furlane publicât de cjase editore Forum, li che diviersis personis dal mont culturâl furlan a rispuindin a domandis che a nassin dai stereotips plui comuns su la lenghe furlane. Chest argoment si insuaze ad implen intal teme plui larc dal plurilinguisim, sburtât a fuart a de Union Europeane che di dîs agns incà i à dedicât une zornade: ai 26 di Setembar.
Ae serade a cjaparan part lis curadoris dal libri, Priscilla De Agostini e Silvana Schiavi Fachin, e cualchidune des personalitâts intervistadis pe realizazion de opare: Adriano Ceschia e Lorenzo Fabbro.
Us invidìn a partecipâ ae serade par resonâ insiemi sul valôr e su la utilitât dal furlan intun contest plurilengâl, tant che il nestri. La serade si davuelzarà ai 27 di Setembar, des 20.30 li dal Circul "Nuovi Orizzonti" in vie Brescia n.3, ai Riçs - Udin.

martedì 20 settembre 2011

SPECIALITÂT, AUTONOMIE, RIFORMIS E LENGHIS

Ca sot o ripuartin un intervent di Lorenzo Fabbro, publicât sul Messaggero Veneto dai 6 di setembar 2011, a proposit di riformis (mancjadis), specialitât e autonomie de Regjon e lenghe furlane.

UN ARRETRAMENTO COSTANTE NELLA TUTELA DEL FRIULANOdi Lorenzo Fabbro *
In questi giorni il mondo della politica, delle istituzioni e della società friulana sta discutendo animatamente sui provvedimenti proposti dal governo per contenere la spesa pubblica mediante la cancellazione di alcune province (Trieste e Gorizia nella nostra Regione) e dei piccoli comuni.
E' innegabile che una riforma complessiva degli enti locali è necessaria, ma il te­ma è se la partita possa, anzi debba, essere gestita dalla Regione Fvg in virtù dell'autonomia e della specialità regionale o imposta dall'alto. Una riforma vera e basata su criteri di autentica sussidiarietà che preveda il trasferimento di poteri e mezzi finanziari dalla Regione a Comuni e Provincie, la valorizzazione dell'assemblea delle province friulane e la creazione dell'area metropolitana per Trieste sono temi dei quali si dibatte da anni e che, se fossero stati realizzati, avrebbero già potuto fornire qualche risposta a esigenze non più rinviabili.
Ma ora la contingenza costringe la classe politica friulana, in ritardo su tali questioni quanto quella nazionale, a rivendicare giustamente la specialità e l'autonomia regionale che derivano da uno statuto che è equiparato a legge costituzionale. Anche in momenti come questi quando tutti si riempiono la bocca di "autonomia" e di "specialità" bisognerebbe ricordare che alla base della specialità della nostra re­gione vi è anche e soprattutto la presenza delle minoranze linguisti­che, tutelate dalla Costituzione e da leggi nazionali e regionali.
Nel suo interessante contributo di giorni fa il prof. D'Aronco si chiede re­toricamente «se avrà un valore e un significato questa riconosciuta specialità e se ne deriverà il diritto per la regione almeno di organiz­zarsi amministrativamente come meglio crede, nei limiti consentiti dalle leggi?». Ed ancora si domanda l'esponente autonomista se «le leggi sono fatte per non venire rispettate e per rinviarne l'applicazio­ne?». Purtroppo nel caso delle leggi di tutela delle minoranze lingui­stiche, e nel nostro caso del friulano, così importanti per il mantenimento della specialità, pare proprio che all'amministrazione Tondo la provocazione del prof. D'Aronco calzi a pennello. La legge 29/2007 prodotta dal centrosinistra è attualmente bloccata perché in più di 3 anni non è stato approvato alcun regolamento attuativo.
Sul fronte della scuola sono state inspiegabilmente separate le com­petenze degli uffici regionali per quanto riguarda la lingua friulana e l'insegnamento della stessa, la bozza del regolamento passata in commissione tra mille critiche pare più funzionale a rendere inap­plicabile la legge che a sviluppare azioni positive e la copertura finanziaria è assolutamente inadeguata. Nella discussione sulla finanziaria di luglio oltre ad aver bocciato l'emendamento del Pd per rad­doppiare i fondi per l'insegnamento la maggioranza si è distinta per l'approvazione di una modifica alla legge 29 riguardante la scadenza dei membri appartenenti alla commissione per l'insegnamento del­la lingua friulana che è anticipata a fine anno i cui effetti positivi francamente ci sfuggono.
Purtroppo anche per il prossimo anno scolastico saranno disattese le richieste di quel 60% di genitori che richiedono inutilmente l'insegnamento del friulano a scuola.
Per quanto riguarda la presenza del friulano nei mezzi di comunicazio­ne mentre - dopo le roboanti promesse di qualche assessore - è an­cora totalmente disapplicata la legge 482 da parte della Rai, la Regio­ne ha ripristinato solo con le variazioni di bilancio di luglio il capito­lo sui programmi in friulano su radio e tv private che era stato com­pletamente azzerato per due anni consecutivi. Anche in questo caso è stato bocciato un emendamento del Pd che proponeva di portare da 150.000 a 200.000 euro - ovvero la spesa storica - il finanziamento per un settore strategico lasciato completamente sguarnito per due anni consecutivi.
Un comportamento inequivocabile che passo pas­so sta segnando un arretramento costante della tutela e della qualità delle politiche linguistiche nel Fvg.
Tagli se non azzeramenti dei contributi, nessun regolamento della nuova legge approvato, niente piano di politica linguistica, smantellamento del Servizio identità linguistiche e ARLeF in difficoltà (attende tra l'altro risposta dal me­se di marzo un'interpellanza presentata, sempre dal Pd, riguardo a modifiche allo statuto dell'Agjenzie).
Questo orientamento del tutto evidente della maggioranza di centro-destra (e della Lega Nord che, nei fatti, non fa nulla per contrastarlo) rischia di produrre effetti ne­gativi rispetto a quanto si è costruito e conquistato in questi anni, un danno per la lingua, per i friulani e anche per l'autonomia e la spe­cialità della Regione.
*membro segreteria provinciale Pd di Udine

 

giovedì 30 giugno 2011

CJALANT IL FRIÛL: PINSÎRS E OPINIONS SUI LÛCS COMUNS DE LENGHE FURLANE


CJALANT IL FRIÛL / SGUARDI SUL FRIULI
PINSÎRS E OPINIONS SUI LÛCS COMUNS DE LENGHE FURLANE /
PENSIERI ED OPINIONI ATTORNO AI LUOGHI COMUNI DELLA LINGUA FRIULANA

Insegnare il friulano nelle scuole a cosa serve? I bambini non fanno poi confusione con altre lingue? Non sarà più utile insegnargli l’inglese? Ma davvero il friulano standard fa morire le varietà? Quanti sono i soldi spesi per la tutela della lingua friulana? Insistere sulle lingue locali non è da provinciali? Alcuni luoghi comuni sulla lingua friulana, apparsi in anni recenti sulla stampa locale e nazionale, diventano oggetto di riflessione per quindici personaggi illustri legati al Friuli per la loro storia personale e professionale: Tullio De Mauro, Nereo Perini, Eleanor Callanan, Novella Cantarutti, Pierluigi Cappello, Adriano Ceschia, Lucija Čok, Valter Colle, Lorenzo Fabbro, Furio Honsell, Xavier Lamuela, Domenico Lenarduzzi, Carlo Puppo, Sergio Salvi, Leonardo Zanier. Dal confronto fra le varie opinioni e sensibilità, caratterizzate da una profonda conoscenza dei problemi e da un’attenta riflessione, nasce un documento che invita il lettore ad una interessante analisi e approfondimento non solo sui singoli argomenti affrontati ma ancor più sulla necessità di elaborare e promuovere un programma educativo delle lingue davvero innovativo, volto a sviluppare un plurilinguismo effettivo ed efficace per i cittadini di quest’area di frontiera, laboratorio linguistico privilegiato nel cuore dell’Europa.

INVÎT/INVITO
PRESENTAZION DAL LIBRI / PRESENTAZIONE DEL VOLUME
CJALANT IL FRIÛL / SGUARDI SUL FRIULI
PINSÎRS E OPINIONS SUI LÛCS COMUNS DE LENGHE FURLANE /
PENSIERI ED OPINIONI ATTORNO AI LUOGHI COMUNI DELLA LINGUA FRIULANA
PAR CURE DI/ CURATO DA PRISCILLA DE AGOSTINI E SILVANA SCHIAVI FACHIN
A FEVELIN / INTERVENTI DI VALTER COLLE, LORENZO FABBRO, FURIO HONSELL, CARLO PUPPO, PRISCILLA DE AGOSTINI, SILVANA SCHIAVI FACHIN
AL COORDENE / MODERA PAOLO CANTARUTTI
A LEIN / LETTURE DI ANDREA COLLAVINO E SERENA DI BLASIO
VINARS PRIN DI LUI AES 7 SORE SERE
/ VENERDÌ PRIMO LUGLIO ORE 19.00
CORT DI PALAÇ / CORTE DI PALAZZO MORPURGO, UDIN (SE AL PLÛF / SE PIOVE SALA AJACE)

lunedì 21 marzo 2011

COMITÂT PE AUTONOMIE E PAL RILANÇ DAL FRIÛL E COMITÂT 482: POLITICHIS PAL FURLAN, LA SITUAZION E JE GRIVIE, LIS RESPONSABILITÂTS CLARIS

Dopo lis iniziativis (1 - 2) dal Partît Democratic rivuart ai inadempiments de aministrazion regjonâl di centri drete in riferiment aes politichis linguistichis pal furlan e ae mancjade aplicazion de Leç Regjonâl 29/2007 lis critichis e son stadis ribatudis, dilunc di une conference stampe inmaneade martars stât intal palaç de regjon a Udin, ancje di doi sogjets impuartants tant che il Comitât pe Autonomie e il rilanç dal Friûl e il Comitât 482. Par restâ in argoment lait a lei ca un intervent di Lorenzo Fabbro, component de segreterie provinciâl dal Pd, che al interven in particolâr sul cantin de presince de lenghe sui media e sul contrat di servizi rai e ca la notizie di une interpelance presentade dal conseîr regjonâl dal Pd Mauro Travanut in riferiment ae propueste, une vore preocupante, di stravuelzi la impostazion de Arlef midiant modifichis al statût che e proviodin di trasferî il podê di indreçament des politichis linguistichis dal Comitât Tecnic Sientific (organisim formât di esperts) al Consei di Aministrazion (organisim di nomine politiche direte) cul risi di incressi inmò di plui il podê discrezionâl dai politics inte programazion e intal finanziament dai progjets pal furlan.

domenica 23 gennaio 2011

LA ZONTE TONDO NUS TAIE LA LENGHE: CONFERENCE STAMPE DAL PD

Lunis ai 24 di zenâr, aes 14.30, alì de Sale Svevo, Palaç de Regjon in Vie Sabbadini a Udin, si davuelzarà une conference stampe dal Partît Democratic dal Friûl-Vignesie Julie cun rivuart aes politichis linguistichis de zonte regjonâl pe lenghe furlane.
E parteciparan al incuintri Debora Serracchiani, europarlamentâr e segretarie regjonâl dal Pd, Mauro Travanut, vice cjâf grup dal Pd in consei regjonâl, Francesco Martines, cjâf grup dal Pd in consei provinciâl, Andrea Simone Lerussi, segretari provinciâl dal Pd e Lorenzo Fabbro, component de segretarie provinciâl di Udin.
Jenfri i ponts al ordin dal dì la pesante riduzion des risorsis e la scancelazion dei lenghe furlane intal setôr dai media intal belanç 2011, la assence di une linie strategjiche tes politichis linguistichis e, daspò trê agns de aprovazion, la mancjade atuazion de leç regjonâl 29/07.
Lei la cronache de conference stampe sul Gazzettino e sul Messaggero Veneto .