Il conseîr regjonâl dal Partît Democratic Paolo Menis al à presentât une interogazion a rispueste imediade al president de Regjon Tondo sul probleme de cjarte di identitât bilengâl. In efiets ancje pes 4 minorancis aes cualis chest dirit al ven bielzà ricognossût lis robis no van dal dut ben. Une interogazion e je stade presentade ancje di bande dal conseîr Baritussio cun rivuart ai gjermanofons. La interogazion di Menis e domandave se no si riten che il stes dirit no i tocj ancje ai furlans. Vuê la rispueste dal assessôr De Anna e ca il comunicât dal conseîr dal Pd.giovedì 27 settembre 2012
CJARTE DI IDENTITÂT BILENGÂL: PARCE' NO PAI FURLANS?
Il conseîr regjonâl dal Partît Democratic Paolo Menis al à presentât une interogazion a rispueste imediade al president de Regjon Tondo sul probleme de cjarte di identitât bilengâl. In efiets ancje pes 4 minorancis aes cualis chest dirit al ven bielzà ricognossût lis robis no van dal dut ben. Une interogazion e je stade presentade ancje di bande dal conseîr Baritussio cun rivuart ai gjermanofons. La interogazion di Menis e domandave se no si riten che il stes dirit no i tocj ancje ai furlans. Vuê la rispueste dal assessôr De Anna e ca il comunicât dal conseîr dal Pd.lunedì 6 febbraio 2012
COMUNICÂT DAL COMITÂT 482 CUN RIVUART AI FONTS PE LEÇ 482/99: O SIN AE FARSE!
giovedì 6 gennaio 2011
LA COSTITUZION, I DIRITS E LA PROPAGANDE
Se su questa tematica si può discutere non credo ci sia molto, anzi per quanto mi riguarda nulla, da discutere riguardo diritti sanciti dalla Costituzione (art.6) e riguardo l’applicazione di leggi dello Stato Italiano (L. 482/99) e leggi della Regione Friuli-Venezia Giulia (L.R. 15/96 e L.R. 29/07). La mia lettera finiva auspicando, da parte del Pd friulano, la partecipazione attiva di enti ed istituzioni ad ogni livello per proseguire con politiche linguistiche che prevedano tra l’altro il completamento della realizzazione di cartellonistica e segnaletica in lingua friulana su tutto il nostro territorio. Non è altrettanto chiara, dopo aver letto la lettera dell’assessore di Tricesimo, la posizione del Pdl. Anzi quando lo stesso parla di “tutela dell’arte , della letteratura, della cultura tradizionale” dimostra che lo stesso non ha bene inteso di cosa stiamo parlando, ovvero di diritti linguistici e di rispetto delle leggi. Affiancare in modo alternativo la spesa per la cartellonistica bilingue finanziata dalla legge dello stato 482 ad altre necessità, che si tratti di riparare l’angelo del castello o di aggiustare le buche delle strade come vorrebbe fare il consigliere del Pdl di Udine, è scorretto ed è un’affermazione senza senso dal punto di vista amministrativo. L’esponente del Pdl afferma inoltre che avrei “contestato genericamente al centrodestra una mancanza di sensibilità rispetto al tema della tutela e della valorizzazione della lingua friulana”. Cerco di essere meno “generico” anche se basta la lettura della sua lettera per confermare il giudizio: 1) il partito dell’assessore ha sempre votato contro le leggi di tutela per le minoranze linguistiche, sia a livello nazionale, sia a livello regionale. 2) per quanto riguarda la legge regionale sul friulano, la 29/2007, la stessa è attualmente bloccata perché il centrodestra dopo due anni e mezzo non ha approvato alcun regolamento attuativo; 3) nel 2010 non solo tagli alla cultura ed alle politiche linguistiche ma addirittura la cancellazione dei fondi per la presenza dei programmi in friulano sulle radio e televisioni private; 4) la messa in discussione, senza proposta di serie alternative, di oltre un decennio di politiche linguistiche portate avanti nella nostra regione. Potremmo continuare ed entrare nei dettagli ma già questi sono dati di fatto tutt’altro che generici. Vorremmo infine capire quali siano i rischi “che le normative a sostegno della cultura e della lingua friulana possano diventare funzionali a esigenze di mera propaganda politica”. Questa si è un’affermazione piuttosto generica. A noi sembra che qualcuno continui col confondere i diritti, il rispetto delle leggi e la politica linguistica con la propaganda che, in effetti, e proprio un’altra cosa.
Lorenzo Fabbro
Membro della Segreteria Provinciale del PD di Udine
martedì 14 dicembre 2010
NUIE PÔRE, E JE DOME UNE ALTRE LENGHE :-)
Il comun di Udin al met in vore un plan par inviâ la sostituzion di tabelis di segnaletiche stradâl e toponomastiche doprant i fonts de leç statâl 482 e metint la lenghe furlane dongje di che taliane. Nissune novitât. Une operazion di politiche linguistiche che e stâ funzionant di agns in Friûl, li che la segnaletiche bilengâl si cjate dilunc lis stradis e intal 40% dai comuns de provincie di Udin. Un dirit e une oportunitât. Dut ben alore? No, parcè che, come par solit, al è cualchidun che al strafevele e al fâs su polemichis cence sens o dal dut strumentâls.Lei ca sot un intervent di Lorenzo Fabbro, component de segretarie provinciâl dal Pd di Udin, cun rivuart ae cuistion:
Desidero esprimere compiacimento per la scelta del comune di Udine di adottare la segnaletica bilingue (in italiano ed in friulano) per un intervento sulla cartellonistica stradale e la toponomastica che interesserà diverse vie della città. Tale operazione, sostenuta economicamente con i fondi statali della legge 482/99, non rappresenta affatto una novità (neppure per la città di Udine) e credo debba essere inquadrata in una precisa scelta di politica linguistica in continuità con il passato e non considerata un escamotage per recuperare fondi per la segnaletica in tempo di crisi.
I diritti linguistici in Italia (riconosciuti dall’art.6 della Costituzione) vengono tutelati dalla legge 482/99 e nella nostra regione, in particolare per quanto riguarda la lingua friulana, dalla legge 29/2007 e, precedentemente, dalla legge 15/96.
L’uso pubblico della lingua, all’interno e nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e la presenza del friulano nella segnaletica stradale e nella cartellonistica sono quindi un diritto sostenuto dalle leggi di cui sopra da circa un decennio e non possono certo costituire una novità che possa “incuriosire” o portare “perplessità” come si è letto sulla stampa in questi giorni.
In questi anni la Provincia di Udine (ed anche quella di Gorizia, purtroppo molto meno quella di Pordenone) hanno svolto un grosso lavoro per quanto riguarda l’installazione di segnaletica stradale bilingue sulle strade di loro competenza e circa il 40 % dei comuni della provincia di Udine hanno provveduto a predisporre nel loro territorio cartellonistica bilingue per quanto riguarda la toponomastica.
Un lavoro prezioso ed importante anche e soprattutto per lo status della lingua friulana che ha dato sicuramente i suoi frutti.
Si tratta di investimenti ad alta redditività. Oltre a garantire un diritto la segnaletica bilingue è la manifestazione più evidente del carattere plurilingue del territorio e può rappresentare una piacevole “novità” anche per i turisti ed uno strumento da utilizzare quale “marketing” territoriale.
Alla luce delle considerazioni di cui sopra fanno sorridere le polemiche di chi ritiene che i friulani non siano in grado di capire “di primo acchito” se Grado/Grau o Venezia/Vignesie siano la stessa località o le perplessità di chi opera nel settore turistico e paventa difficoltà per gli stranieri. La cartellonistica bilingue è già presente su buona parte del territorio friulano e non risulta che si sia perso nessuno, inoltre se qualche ospite straniero chiedesse ad un operatore turistico “se è un altro posto” basterebbe spiegare, con un sorriso, che “no, è solo un’altra lingua” ed i risultati potrebbero riservare qualche piacevole sorpresa. Nella nostra Regione abbiamo avuto più volte occasione di riflettere sulle opportunità legate al plurilinguismo ed al “valore” delle lingue locali ed anche in occasione del convegno organizzato recentemente presso la sede della Camera di Commercio di Udine dalla Coop. Informazione Friulana/Onde Furlane sul tema “Minoranze linguistiche ed imprenditoria” è stato dimostrato, alla luce di una pluralità di esperienze in Italia ed all’estero, come promuovere e valorizzare assieme lingua, identità, cultura, prodotti e territorio sia un modo efficace per fidelizzare i turisti, che prendono coscienza di essere ospiti di un luogo “speciale”. Il marketing territoriale e linguistico ovviamente fuziona sia per i prodotti che per i luoghi. Del resto in tutta Europa si fa così e la cartellonistica plurilingue è la regola e non l’eccezione.
Sul fronte degli amministratori le affermazioni del rappresentante del PDL al comune di Udine che impiegherebbe i fondi della legge 482 (Tutela delle minoranze linguistiche) per la segnaletica orizzontale e per sistemare le buche sulle strade si commentano da sole e fanno capire, se ce n’era il bisogno, qual è l’atteggiamento del centrodestra rispetto al tema della tutela e valorizzazione della lingua friulana.
E’ invece importante proseguire con politiche linguistiche per il friulano che prevedano tra l’altro il completamento della realizzazione di cartellonistica e segnaletica in lingua friulana su tutto il nostro territorio ed auspicare in tal senso la partecipazione attiva di enti ed istituzioni ad ogni livello.
Lorenzo Fabbro
Membro Segreteria Provinciale PD di Udine
martedì 30 novembre 2010
VISITE IN REGJON DAL SENATÔR DAL PD FABRIZIO MORRI, COMPONENT DE COMISSION VIGJILANCE RAI
Daspò des visitis ae Rai, lì che an vût fevelât di situazion gjenerâl de aziende, di ativitâts e di risultâts des sedis locâls, dal passaç al digjitâl e dal contrat di servizi, Debora Serracchiani, Fabrizio Morri, Carlo Pegorer e Lorenzo Fabbro e an partecipât a une conference stampe inte sede de Regjon a Udin par denunciâ il pericul di scancelazion dai programs par furlan tes emitentis publichis (il contrat di servizi nol è inmò stât firmât) e la mancjade aplicazion de gnove leç di tutele de lenghe furlane di bande de Regjon. La visite si è sierade cuntune visite de delegazion a Radio Onde Furlane. I rapresentants dal Pd e an pandût ae radio la lôr solidarietât cun rivuart ai pesants tais dai contribûts regjonâi e e an ricognossût e preseât il lavôr cuotidian di Onde Furlane tal cjamp de promozion de lenghe furlane ma ancje de informazion di servizi e "peade" al teritori. "Il vuestri lavôr al tapone lis mancjancis dal servizi public - al à afermât il senatôr Morri - viôt il câs dal radiogjornâl e no dome, e partant al à di jessi ricognossût e sostignût di bande des istituzions".
Lei i articui publicâts sul Gazzettino e sul Messaggero.
venerdì 30 luglio 2010
PARTIT DEMOCRATIC FURLAN
Nordisti
di Gianni Barbacetto
UN NATIVO DEL PD
Bruno Colledani ha 27 anni ed è friulano. Vive a Spilinbergo, si è laureato in Ingegneria a Udine e oggi fa l’ingegnere in un’azienda. Fin da giovanissimo è innamorato della politica, intesa come impegno per la polis, non come ricerca di potere in qualche partito. Nel 2008 si è presentato, giovanissimo, alle elezioni ed è stato eletto consigliere comunale del Pd a Spilinbergo. “N a t i vo , anzi aborigeno del Partito democratico”, dice: mai visti i partiti da cui è nato, mai combattute le guerre tra Ds e Margherita. Bruno Colledani da due anni è in consiglio comunale e da due anni parla e interviene esclusivamente in friulano. “Esercito un mio diritto. In Italia sono riconosciute dodici minoranze linguistiche (dagli albanesi ai catalani, dai greci agli occitani, dai sardi agli sloveni, dai tedeschi ai friulani...). E i friulani, oltretutto, sono maggioranza in Friuli. I diritti sono diritti, non ci sono diritti minori. Si può lottare per i diritti delle coppie di fatto, per poter scegliere una morte dignitosa, per il rispetto del lavoro o dell’ambiente... E per i diritti linguistici. È una battaglia essenziale per conservare un’eredità culturale”. Pochi giorni fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era in visita a Udine. “Ha detto: la Costituzione non va difesa, va attuata. Ebbene, l’articolo 6 della Costituzione garantisce la tutela delle minoranze linguistiche. Parlare nelle lingue minoritarie è dunque un diritto garantito già nella primissima parte della Carta costituzionale. Un diritto non attuato, perché è considerato un diritto minore. Con tanti problemi che abbiamo, perché pensare alla lingua? Non è più importante pensare al lavoro, alla crisi? Ma i diritti non si possono contrapporre, mettere uno contro l’altro. Se cedo su un diritto, li indebolisco tutti”.
La giunta di Spilinbergo, come la regione Friuli-Venezia Giulia, è retta da una maggioranza Pdl con il significativo apporto della Lega nord. A occhio, un friulanista che interviene in friulano dovrebbe essere benvisto dal Carroccio. Invece Bruno è da due anni un impiccio per i leghisti. Gli negano la verbalizzazione: un impiegato che riporti o sintetizzi i suoi interventi costa.
“E spendere soldi per il friulano è uno spreco”, ha detto curiosamente il leghista Marco Dreosto, assessore all’identità linguistica. Così Bruno parla, ma da due anni nessuno verbalizza i suoi interventi in consiglio comunale. “Il mio diritto non è soltanto quello di poter parlare nella mia lingua, ma quello di essere compreso da tutti. Lo statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia se l’era cavata con un regolamento che garantisce gli interventi nelle lingue delle minoranze regionali (friulano, sloveno, tedesco), ma con l’obbligo di ripetere, alla fine, l’intervento in italiano per la verbalizzazione. La Corte costituzionale ora ha sentenziato: quel regolamento è incostituzionale perché la comprensione e la dialettica in aula devono essere immediate. E adesso? Bruno Colledani, il nativo del Pd che parla in friulano, continua la sua battaglia per i diritti linguistici. Tra il disappunto dei leghisti che in Lombardia cancellano i cartelli stradali per scrivere in dialetto i nomi dei paesi. Eppure la Padania e il padano non esistono, il Friuli e il friulano sì.
Frache il link achì sot par lei a proposit de conference stampe dal Pd regjonâl sui dirits linguistics dinâts in Friûl Vignesie Julie ae presince de Segretarie regjonâl: Serracchiani (Pd): «Minoranze ignorate dal centro-destra»
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/07/25/NZ_07_REGA2.html
Lei achì sot l'intervent sul argoment di Lorenzo Fabbro, referent dal Forum Identitât e Gnûfs Citadins dal Pd provinciâl di Udin:
Lo statuto regionale del PD dichiara che il partito “persegue e valorizza la specialità regionale, esalta i valori dell’inclusione, dell’interculturalità e del plurilinguismo” ed inoltre prevede la possibilità di utilizzare, oltre all’italiano, le altre lingue del territorio (friulano, sloveno e tedesco) per le comunicazioni ufficiali interne ed esterne del partito.
Se il Pd si propone come il partito dei diritti non può certo scordarsi, in un territorio come il nostro, dei diritti linguistici e di che importanza abbia tale questione in Friuli-Venezia Giulia. Bene pertanto ha fatto la segretaria regionale Serracchiani a prendere una chiara posizione su tale tema richiamando una visione europeista (l’Europa unita nelle diversità ove le lingue minoritarie sono riconosciute e tutelate sia in quanto valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale comune europeo, sia di riconoscimento e garanzia di diritti fondamentali quali i diritti linguistici, sia di opportunità cognitiva e culturale attraverso l’educazione plurilingue) ed anche il ruolo attivo avuto dalle forze progressiste e di centrosinistra nell’approvazione di tutte le leggi di tutela a livello nazionale e regionale (con l’opposizione dei partiti di centro destra che attualmente si trovano al governo). Come ha giustamente denunciato anche il Comitato 482 durante la recente visita del Comitato consultivo sulla Convenzione per la protezione delle minoranze nazionali a oltre 10 anni dalla sua applicazione la legge 482 rimane, per molti suoi settori fondamentali, disapplicata.
Nessuna certezza riguardo il tema fondamentale dello sviluppo di programmi in friulano da parte della radiotelevisione pubblica, ancora inevaso nella quasi totalità degli istituti scolastici il diritto all’apprendimento del e in friulano (nonostante la grande e reiterata richiesta dei genitori), un uso circoscritto della lingua friulana nelle pubbliche amministrazioni e risorse finanziarie per garantire i diritti linguistici scarse ed instabili (con tendenza alla riduzione). L’amministrazione Illy ha dato un contributo per la risoluzione di tali problemi con l’approvazione delle nuove leggi regionali riguardanti friulano e sloveno ed aveva un’idea chiara rispetto alla tutela delle minoranze ed alle politiche linguistiche (diritti, plurilinguismo quale fattore di integrazione, crescita sociale ed anche valore economico, innovazione).
L’amministrazione Tondo sta mantenendo le “promesse” fatte in campagna elettorale (il friulano non è una priorità, è una lingua da parlare a casa e al bar, a scuola meglio l’inglese ecc…..). Infatti a distanza di due anni dall’insediamento della maggioranza Pdl e Lega non solo si tagliano i fondi (c’è la crisi) ma si è bloccato completamente l’iter di applicazione della nuova legge (nessuno dei regolamenti necessari risulta pubblicato ed operativo). L’organismo di politica linguistica, l’Arlef, ha più volte ed inutilmente denunciato difficoltà operative legate alla precarietà dell’organico, peraltro insufficiente, senza ricevere risposte.
Manca del tutto una visione complessiva di politica linguistica, attività di indirizzo, programmazione e controllo. Come ha fatto rilevare sempre il Com.482 vi sono “finanziamenti di interventi gestiti da enti locali spesso contraddittori o addirittura controproducenti per la promozione della lingua” e nel contempo tagli gravi ed incomprensibili in settori strategici quali i media (quest’anno la posta è passata da 200.000 a zero euro per i programmi in convenzione su radio e tv private circostanza che metterà a rischio l’attività di emittenti che negli anni hanno garantito –facendo le veci di quanto dovrebbe garantire lo Stato per quanto riguarda per esempio l’ informazione- programmi di qualità e professionalità che potrebbe essere messa a serio rischio assieme ai posti di lavoro).
Questa non è neppure razionalizzazione delle spese, sono tagli senza costrutto, senza una valutazione riguardo la qualità e l’importanza strategica degli interventi. L’impegno della Lega Nord riguardante le politiche linguistiche è prevalentemente legato ragioni di visibilità ma non si va al di là dei proclami: le critiche alla regione (amministrata anche da loro) non hanno ottenuto alcun risultato concreto e positivo. La discriminazione sul diritto di esprimersi in lingua friulana subita dal consigliere comunale del Pd Colledani a Spilimbergo (governato da Lega e Pdl) e la gravissima situazione di incertezza che grava sulla scuola bilingue di San Pietro sono stati gli argomenti sui quali la segretaria regionale ha preso impegni precisi anche nel quadro di un’azione di opportuna cooperazione tra friulani e sloveni da contrapporre a chi, ed è un ulteriore elemento di preoccupazione, soffia su inquietanti pregiudizi antisloveni che non appartengono alla tradizione multiculturale maturata in secoli di convivenza pacifica in queste terre. Auspico che l’impegno del Pd regionale vada anche oltre l’attività di controllo e di critica del disinteresse e delle inefficienze del centrodestra ma che il tema della difesa dei diritti linguistici (dal rispetto della Costituzione all’applicazione delle leggi nazionali e regionali) e la valorizzazione del plurilinguismo (partendo, come nelle migliori esperienze europee, dalle lingue regionali o lingue dell’ambiente) diventi patrimonio di discussione programmatica all’interno del partito nella convinzione che possa essere elemento di straordinario interesse nonché portatore non solo di diritti ma anche di valori e di opportunità per tutti, e sottolineo tutti, coloro che vivono e lavorano nella nostra regione.
Lorenzo Fabbro
Forum Prov.le Identità e Nuovi Cittadini del Pd di Udine
