Visualizzazione post con etichetta lenghe furlane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lenghe furlane. Mostra tutti i post
lunedì 10 dicembre 2012
LÂ VIE DI LÀ
Etichette:
basse furlane,
emigrazion,
film documentari,
friûl,
identitât,
l. vescovo,
lâ vie di là,
lenghe furlane,
m. d'agostini,
m. stolfo,
muçane
mercoledì 24 ottobre 2012
IL CONSEI REGJONÂL AL VOTE LA MOZION DAL PARTÎT DEMOCRATIC IN DIFESE DE DIGNITÂT DE LENGHE FURLANE
Us vevin za comunicât di
une impuartante iniziative dal grup dal Partît Democratic in consei regjonâl, o sei
la presentazion di une mozion par evidenziâ al guvier la condivision bipartisan cun
rivuart al ricors cuintri la spending review e a tutele de lenghe furlane.
Inte sentade di vuê la
mozion, a firme di Paolo Menis (che al à presentât il document fevelant par furlan)
Gianfranco Moretton, Franco Brussa, Sandro Della Mea e Mauro
Travanut e je stade fate buine cun 31 vôts a favôr e dôs astensions (Antonio
Pedicini e Paolo Santin dal Pdl).
Il
Consei al à impegnât la Zonte a meti in vore dutis lis iniziativis necessaris
par difindi e tutelâ la dignitât de lenghe furlane e dal popul furlan a partî
de impugnazion des normis de spending review devant de Cort Costituzionâl.
Frache ca par lei
la notizie sul sît uficiâl de Regjon e continue a lei ca sot par cognossi il
test complet dal document.
“Azioni a difesa della dignità della lingua friulana”
Menis, Moretton, Brussa, Della Mea, Travanut
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
PREMESSO che il riconoscimento ufficiale della lingua friulana, in applicazione dell'art. 6 della Costituzione (che recita “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”), è stato operato con la Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" che prevede misure di tutela e valorizzazione della stessa (tra cui l’uso della lingua nelle scuole materne, primarie e secondarie accanto alla lingua italiana, l’uso orale e scritto nelle pubbliche amministrazioni, l’adozione di toponimi aggiuntivi e convenzioni per il servizio pubblico radiotelevisivo);
PREMESSO che l’urgenza e l’attualità di un maggior impegno nella tutela e valorizzazione della lingua friulana sono state confermate dall’esito di un recente monitoraggio, effettuato dalla direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale, che ha registrato un incremento del 29% nelle richieste d’insegnamento del friulano a conferma del forte radicamento territoriale di questa cultura;
PREMESSO che l’argomento è oggetto di attenzione anche a livello sovranazionale, in particolare europeo, come confermano le disposizioni contenute nella Carta europea delle Lingue regionali o minoritarie;
PRESO ATTO che per effetto del dl 95/2012 (Spending review) la lingua friulana ha subito un inaccettabile declassamento attraverso l’artificiosa introduzione di una discriminazione tra le diverse minoranze linguistiche che ha ridotto friulano, sardo e occitano a semplici dialetti;
PRESO ATTO che tutti i tentativi di modifica di tale norma – portati avanti in maniera trasversale dai parlamentari di diversi schieramenti, sia Commissione Bilancio che in aula – si sono rivelati senza esito.
EVIDENZIATO come l’applicazione di queste norme possa provocare pensatissime ripercussioni in molti settori, com’è già avvenuto in particolare per quanto riguarda l’assetto del dimensionamento scolastico, il cui piano, già pesantemente penalizzato dalle scelte dell’USR, rischia di perdere ulteriori 10 autonomie;
EVIDENZIATO come il riconoscimento della minoranza linguistica friulana costituisca un elemento imprescindibile per la difesa dell’identità di popolo che vanta secoli di storia;
RITENUTO che la mancanza di un’azione forte e coordinata da parte di tutte le istituzioni del FVG in difesa di una delle ragioni principali che stanno alla base del riconoscimento della specialità regionale possa comprometterne la salvaguardia, sia nel presente che ne prossimo futuro, esponendola ad ulteriori attacchi;
RITENUTO che a supporto del positivo intendimento espresso dall’Assessore all’Istruzione di voler proporre l’impugnativa di queste norme presso la Corte Costituzionale sia opportuna un’espressione chiara ed unitaria del consiglio regionale;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a porre in essere, presso le sedi competenti, tutte le iniziative necessarie a restituire dignità alla lingua friulana e al suo popolo a partire dall’impugnazione avverso la Corte Costituzionale delle norme del dl 95/2012
Etichette:
brussa,
consei regjonâl,
della mea,
dignitât,
dirits,
lenghe furlane,
menis,
moretton,
mozion,
partît,
pd,
spending review,
travanut
giovedì 27 settembre 2012
CJARTE DI IDENTITÂT BILENGÂL: PARCE' NO PAI FURLANS?
Il conseîr regjonâl dal Partît Democratic Paolo Menis al à presentât une interogazion a rispueste imediade al president de Regjon Tondo sul probleme de cjarte di identitât bilengâl. In efiets ancje pes 4 minorancis aes cualis chest dirit al ven bielzà ricognossût lis robis no van dal dut ben. Une interogazion e je stade presentade ancje di bande dal conseîr Baritussio cun rivuart ai gjermanofons. La interogazion di Menis e domandave se no si riten che il stes dirit no i tocj ancje ai furlans. Vuê la rispueste dal assessôr De Anna e ca il comunicât dal conseîr dal Pd.
Etichette:
cjarte identitât,
consei regjonâl,
costituzion,
dirits,
friûl,
interogazion. p. menis,
leç 482,
lenghe furlane,
minorancis linguistichis
giovedì 13 settembre 2012
SERRACCHIANI, IL FRIÛL, LA LENGHE E L'IDENTITÂT
Ca sot la rispueste di Lorenzo Fabbro (te foto cul sindic di Udin Honsell) component de segretarie provinciâl dal Pd di Udin, ae letare di Marco Vadori publicade sul Messaggero Veneto ai 7 di setembar: une schirie di afermazions grivis e ancje pluitost pesantis che e meretavin di jessi confutadis cuntun resonament e cun cualchi idee. Lenghe e identitât il teme dal intervent di Fabbro che al è stât publicât cun buine evidence sul Messaggero di martars ai 11 di setembar cul titul "Serracchiani e il Friuli, tra identità ed equivoci".Ve ca il test complet.
Ha un particolare concetto
dell’identità il signor Vadori che nella sua lettera pubblicata sul MV diffida
Debora Serracchiani, candidata alla presidenza della regione nel 2013, dal “parlare
di marilenghe, perché non le appartiene” e perchè, continua Vadori ”la lingua è
cosa nostra, appartiene esclusivamente a noi friulani” e pertanto “nessuno si
può prendere il diritto di essere friulano …. o lo si è o non lo si è”.
Riguardo alla candidatura
della Serracchiani si spinge inoltre a dichiarare che non riesce proprio ad “immaginare
come ad un immigrato possa venire in mente di fare il presidente dei friulani”.
Da un concetto di identità
simile a questo, chiusa ed escludente, sono derivate negli ultimi anni
politiche e provvedimenti di legge dannosi e in diversi casi incostituzionali,
per esempio le leggi regionali di ispirazione leghista sul welfare, che unite
ad un complessivo arretramento culturale
hanno rischiato di portare gravi danni alla coesione sociale della nostra
regione.
L’identità è una cosa seria
(e la lingua ne è senza dubbio un aspetto fondamentale) ma evidentemente è
possibile declinarla in varie maniere.
Esiste quello del sig.
Vadori ma anche quello che considera l’identità dei friulani come aperta e plurale, si potrebbe dire anche
meticcia, visto che deriva dall’incrocio dei tanti popoli che nel corso dei
secoli hanno attraversato le nostre terre mescolandosi a chi viveva qui prima
di loro.
Il Friuli è sempre stato
ricco di diversità (linguistiche, etniche, culturali) ed è pertanto portato
alla condivisione, allo scambio, all’accoglienza; qualità che sono state di
grande utilità, naturalmente assieme ad altre, anche nella lunga esperienza
dell’emigrazione quando tanti friulani sono diventati “anche” belgi, svizzeri,
argentini, canadesi o americani.
Qualcuno di loro, che col
metro del signor Vadori non avrebbe avuto titolo di candidarsi ad alcunchè
fuori dal paese di origine, da immigrato è diventato sindaco, altri addirittura
ministro.
Chi può dirsi friulano e
chi no? A mio parere può dirsi friulano chi vive e lavora in Friuli,
naturalmente se si sente tale (cosa che non gli impedisce di essere anche
“altro”, di mantenere, oltre a quelle acquisite qui, altre lingue, altre
culture). Se l’identità è salda la diversità è sempre una ricchezza.
Serracchiani essendo nata a
Roma non può sentirsi, se lo desidera e si sente tale, friulana, dopo vent’anni
nella nostra regione?
Non hanno diritto di
sentirsi friulani gli immigrati che vivono da anni in Friuli, che qui lavorano
contribuendo alla nostra economia e molto spesso parlano le nostre lingue
(compreso il friulano che vorrebbero fosse anche insegnato a scuola ai loro
figli e verso il quale altrettanto spesso hanno meno pregiudizi rispetto a chi
si considera “friulano doc”)?
In Catalogna il Parlamento
ha approvato (con maggioranza di oltre l’80%) una norma che permette al governo
catalano di accreditare l'integrazione degli immigrati come elemento per
richiedere la cittadinanza, naturalmente dopo aver assicurato loro
l’apprendimento della lingua catalana
e la conoscenza della società e dei diritti e dei doveri del paese.
Obiettivi della norma sono promuovere l’equilibrio tra diversità e coesione
sociale, ed eliminare comunità parallele e situazioni di diseguaglianza. Altro
che welfare padano!
La differenza con il Friuli
è che in Catalogna le politiche linguistiche sono indirizzate a tutti, nativi e
non, con grande beneficio della coesione sociale, della cultura, della
didattica e financo dell’economia mentre qui, purtroppo, la situazione è molto
diversa.
Mi sembra allora del tutto
normale che chi si candida alla presidenza del Friuli-Venezia Giulia abbia non
solo il diritto ma il dovere di parlare di questi temi e di proporre la sua
visione e le sue proposte.
Debora Serracchiani saprà
senz’altro difendersi da sola ma vorrei dire, a proposito del video registrato
a Ravenna al quale fa riferimento in chiusura della sua lettera il sig. Vadori,
che lo stesso risale a due anni fa. Successivamente a quella data non solo la
segretaria del Pd ha partecipato in più occasioni ad iniziative organizzate in
Regione per denunciare le pesanti riduzioni di risorse, l’assenza di una linea
strategica per le politiche linguistiche ed il colpevole ritardo
nell’attuazione della legge 29/07, ma so che ha anche iniziato un percorso di
approfondimento e di studio relativo a tematiche di cui forse (succede anche a
tanti friulani doc), due anni fa non aveva la necessaria conoscenza.
Starà a lei ora
rappresentare al meglio le proposte che il centrosinistra intenderà offrire
alla comunità regionale, valorizzando al meglio il mosaico di diversità (e di
lingue) che la compongono nel rispetto dei diritti, ma anche nella
consapevolezza che tutto ciò può offrire riferimenti valoriali ed identitari
positivi ed anche tante opportunità.
Lorenzo Fabbro (Segreteria
Provinciale Pd di Udine)
domenica 2 settembre 2012
SUNADE PAR GIORGIO FERIGO
Etichette:
artetica,
basse furlane,
cjargne,
e. cedaro,
fabian riz,
friûl,
g.carrara,
giorgio ferigo,
j. casadio,
lenghe furlane,
muçane,
musiche,
povolar ensamble,
s. montello
giovedì 30 agosto 2012
MOZION A TUTELE DE LENGHE FURLANE PRESENTADE IN CONSEI REGJONÂL DI BANDE DAL GRUP DAL PD
Impuartante iniziative dal grup dal Partît Democratic in consei regjonâl: presentade une mozion par evidenziâ al guvier la condivision bipartisan cun rivuart al ricors cuintri la spending review e a tutele de lenghe furlane. Prin firmatari Paolo Menis. Frache ca par lei la notizie sul Messaggero e continue a lei ca sot par cognossi il test complet dal document.
MOZIONE
“Azioni a difesa della dignità della lingua friulana”
Menis, Moretton, Brussa, Della Mea, Travanut
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
PREMESSO che il riconoscimento ufficiale della lingua friulana, in applicazione dell'art. 6 della Costituzione (che recita “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”), è stato operato con la Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" che prevede misure di tutela e valorizzazione della stessa (tra cui l’uso della lingua nelle scuole materne, primarie e secondarie accanto alla lingua italiana, l’uso orale e scritto nelle pubbliche amministrazioni, l’adozione di toponimi aggiuntivi e convenzioni per il servizio pubblico radiotelevisivo);
PREMESSO che l’urgenza e l’attualità di un maggior impegno nella tutela e valorizzazione della lingua friulana sono state confermate dall’esito di un recente monitoraggio, effettuato dalla direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale, che ha registrato un incremento del 29% nelle richieste d’insegnamento del friulano a conferma del forte radicamento territoriale di questa cultura;
PREMESSO che l’argomento è oggetto di attenzione anche a livello sovranazionale, in particolare europeo, come confermano le disposizioni contenute nella Carta europea delle Lingue regionali o minoritarie;
PRESO ATTO che per effetto del dl 95/2012 (Spending review) la lingua friulana ha subito un inaccettabile declassamento attraverso l’artificiosa introduzione di una discriminazione tra le diverse minoranze linguistiche che ha ridotto friulano, sardo e occitano a semplici dialetti;
PRESO ATTO che tutti i tentativi di modifica di tale norma – portati avanti in maniera trasversale dai parlamentari di diversi schieramenti, sia Commissione Bilancio che in aula – si sono rivelati senza esito.
EVIDENZIATO come l’applicazione di queste norme possa provocare pensatissime ripercussioni in molti settori, com’è già avvenuto in particolare per quanto riguarda l’assetto del dimensionamento scolastico, il cui piano, già pesantemente penalizzato dalle scelte dell’USR, rischia di perdere ulteriori 10 autonomie;
EVIDENZIATO come il riconoscimento della minoranza linguistica friulana costituisca un elemento imprescindibile per la difesa dell’identità di popolo che vanta secoli di storia;
RITENUTO che la mancanza di un’azione forte e coordinata da parte di tutte le istituzioni del FVG in difesa di una delle ragioni principali che stanno alla base del riconoscimento della specialità regionale possa comprometterne la salvaguardia, sia nel presente che ne prossimo futuro, esponendola ad ulteriori attacchi;
RITENUTO che a supporto del positivo intendimento espresso dall’Assessore all’Istruzione di voler proporre l’impugnativa di queste norme presso la Corte Costituzionale sia opportuna un’espressione chiara ed unitaria del consiglio regionale;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a porre in essere, presso le sedi competenti, tutte le iniziative necessarie a restituire dignità alla lingua friulana e al suo popolo a partire dall’impugnazione avverso la Corte Costituzionale delle norme del dl 95/2012
domenica 26 agosto 2012
I "FATS" DAL PRESIDENT
In chescj dîs al è in cors sul Messaggero Veneto un dibatit su autonomisim, specialitât de regjon e minorancis linguistichis. Jenfri i intervents publicâts ancje chel dal President Zonte Regjonâl Renzo Tondo, jessût inte zornade di îr e intitulât "Nessun disimpegno sulla lingua friulana. Il presidente Tondo risponde a De Agostini: per me parlano i fatti e la tutela garantita alla “marilenghe”."
Ai vûl une biele muse rote par contalis tant grandis: lait a lei ca il Tondo pinsîr e sot la letare di rispueste di Lorenzo Fabbro sui "fats dal president".
Per quanto riguarda le politiche
linguistiche, ed in particolare quelle dedicate alla lingua friulana, ha
ragione il presidente Tondo. Non quando dà del “male informato” al segretario
del MF Marco De Agostini (sigh!) ma quando afferma, con la sicumera che lo
contraddistingue, che sono i “fatti a parlare chiaro”. Vediamo questi fatti:
Tondo rammenta di aver ereditato la nuova legge di tutela, la 29/2007, e che la
stessa era “inoperante e bloccata”. Vorrei ben vedere visto che la stessa era stata
approvata in dicembre e solo alcuni mesi dopo vi sono state le elezioni. Il
compito di rendere operativa la legge spettava evidentemente alla nuova
amministrazione regionale che ha fatto si che la stessa rimanesse “inoperante e
bloccata” per quasi quattro anni visto che il primo regolamento attuativo,
quello sulla scuola, è stato approvato solo nel 2011. Il fatto che vi fossero
eccezioni di costituzionalità (che riguardavano solo alcuni articoli) non
impediva affatto di iniziare a lavorare da subito per garantire l’operatività
cosa che l’amministrazione Tondo si è ben guardata dal fare. Evidentemente il
centro destra dopo aver contrastato in ogni modo la legge sul friulano durante
l’iter di approvazione della stessa non aveva alcun interesse a portare avanti
la sua applicazione altrimenti non si capirebbe perché ci sia voluta l’intera
legislatura per vedere, solo dal prossimo anno (a proposito di iniziative
elettorali!) partire con l’ora di friulano curricolare a scuola. Per tacere
delle polemiche, delle commissioni di esperti esautorate, di bozze rimaste mesi
nel cassetto e di una dotazione finanziaria non certo sufficiente. Tondo si
avventura a parlare anche dell’ “elenco degli insegnanti con competenze
riconosciute per l’insegnamento della lingua friulana”. Riconosciute da chi e
secondo quali criteri visto che manca il regolamento regionale per la
certificazione linguistica la cui emanazione era prevista entro sei mesi? Ed il
nodo della formazione degli insegnanti come è stato affrontato? La perseveranza
dei genitori dei ragazzi che continuano in maniera crescente a richiedere
l’insegnamento del friulano è un dato politico importantissimo ma non è certo
un risultato delle politiche della giunta Tondo. Quattro anni di ritardo e una miriade di
adempimenti legati alla legge da attuare e di problemi lungi dall’essere
risolti. Questi “i fatti” sulla scuola. Paradossale il vantarsi di Tondo
rispetto all“incremento del capitolo del bilancio regionale destinato al
sostegno dei mezzi di informazione in friulano”. Di fronte alle inadempienze
del servizio pubblico è chiaro che il sostegno ai media radiotelevisivi in
lingua friulana è fondamentale, uno dei pilastri di una moderna ed efficace
politica linguistica. Bene, per due anni consecutivi i fondi destinati alla
presenza della lingua friulana nei media locali sono stati azzerati. La gravità
di tale decisione ed i suoi pesantissimi effetti sono stati evidenziati da una
serie di iniziative sia dell’opposizione, sia della società civile e culturale
friulana senza sortire alcun effetto per un anno e mezzo. Solo in occasione
delle variazioni al bilancio 2011 la posta è stata ripristinata ma in misura
sensibilmente ridotta rispetto a due anni prima. Questi i “fatti” sulla
comunicazione, altro che “fondi incrementati”. Il relativo regolamento
attuativo, vista l’importanza del settore, è stato approvato con “celerità”
subito dopo quello della scuola (ci sono volti quasi quattro anni). Il resto
degli adempimenti previsti dalla L.29 sono rimasti lettera morta: non pervenuti
gli altri regolamenti, il piano generale di politica linguistica, gli
obbiettivi. Potremmo continuare con lo smantellamento del Servizio identità
linguistiche della Regione, la divisione di competenze tra scuola e le altre
politiche linguistiche, il declassamento del comitato tecnico scientifico
dell’Arlef, i tagli orizzontali agli organismi di primaria importanza a
prescindere dai meriti e dal lavoro fatto e
molto altro. Già, i “fatti parlano chiaro” e dimostrano che il
segretario del MF De Agostini è fin troppo correttamente informato. Tra gli
adempimenti della legge 29/2007 che sicuramente saranno sfuggiti sia al
presidente Tondo che ai suoi assessori vi sarebbe anche un rapporto sui
risultati ottenuti che la giunta dovrebbe presentare ogni 5 anni alla commissione
consiliare competente assieme al nuovo piano generale di politica linguistica
ed una conferenza di verifica e proposta convocata, almeno una volta ogni 5
anni, e comunque non oltre sei mesi prima della scadenza della legislatura.
Sarebbe un’ottima occasione per fare un bilancio serio e dividere la sostanza
dalla propaganda. La vedremo mai?
23 agosto 2012
Lorenzo
Fabbrogiovedì 23 agosto 2012
DULINVIE 2012
Etichette:
dulinvie,
friûl,
lenghe furlane,
liet international,
lino straulino,
m. de agostini,
musiche,
p. cantarut,
suns,
udin,
valter colle
mercoledì 30 maggio 2012
LA SAGRE DE IPOCRISIE
Penôse la figure di bande des aministrazions de Provincie di Udin e de Regjon cun rivuart ae situazion di Radio Onde Furlane, aes
politichis linguistichis e ai problemas che il Pd al veve plui voltis denunciâts intai ultins agns 1 / 2 / 3
Chescj i risultâts
(compliments) e cheste la posizion de Provincie 1 / 2 / 3 …….
Ca sot invezit us metin un
comunicât dal conseîr regjonâl dal Pd Paolo Menis
PD: Menis,
Regione e Provincia non salvano Radio Onde Furlane
(ACON) Trieste, 30 mag - COM/AB -
Meriterebbero proprio di essere trasmesse, alla radio, le polemiche di questi
giorni sul futuro di Radio Onde Furlane. Forse così tutti capirebbero quanto
sterili e strumentali sono le argomentazioni con cui coloro che potrebbero
mettere in campo le risorse per salvare l'emittente friulana, si rimpallano le
responsabilità. Regione e Provincia di Udine, due
amministrazioni "amiche" che ben potrebbero facilmente incontrarsi
per trovare una soluzione al problema, preferiscono invece prendere tempo
dispensando promesse e dichiarazioni sulla carta stampata. Così il consigliere regionale del PD
Paolo Menis, secondo cui, in questo caso, la colpa non sta nel mezzo, ma è di entrambi.
Da una parte, infatti, la grottesca
situazione di Palazzo Belgrado, costretto a smentire le rassicurazioni che il
suo stesso assessore alla Cultura aveva fatto pochi giorni prima circa un
possibile provvedimento di sostegno all'emittente, perché è necessario
"verificare se esistono le condizioni per un intervento di supporto".
In altre parole - secondo il democratico - la Provincia di Udine non
sa nemmeno se può o meno sostenere Radio Onde Furlane, il che evidenzia il
grande interesse con cui ha seguito in questi anni la vicenda. D'altra parte, non meno colpevole è la
posizione della Regione che - sempre secondo Menis - potrebbe fare molto di
più. Già lo scorso anno, ad esempio, in occasione dell'assestamento del
bilancio, fu proprio la maggioranza di centrodestra a far mancare il suo
sostegno alla proposta del Partito Democratico che chiedeva il ripristino
completo dei fondi per le trasmissioni in friulano. Difficile sostenere che si
tratti di un problema di risorse - prosegue Menis - visto che l'Amministrazione
regionale per promuovere e conservare lo sviluppo del patrimonio culturale e
linguistico degli italiani in Slovenia e Croazia spende quasi un milione di
euro l'anno. Se si volesse fare di più, quindi, le
possibilità ci sarebbero. Invece - chiosa Menis - Radio Onde Furlane
rappresenta, purtroppo, l'ennesimo esempio della distanza di queste
Amministrazioni, regionale e provinciale, dalla comprensione e dalla difesa
degli interessi della comunità friulana del Friuli Venezia Giulia.
venerdì 18 maggio 2012
A PALAÇÛL , PAI 1250 AGNS, IL VIAÇ NOTURNI TE STORIE E TE MUSICHE DI STEFANO MONTELLO E CRISTINA MAURO
Sabide ai 19 di mai, a lis 20.30, inte suaze des celebrazions dedicadis a "Palaçûl 1250" la aministrazion comunâl us invide a partecipâ al spetacul teatrâl "Viaggio Notturno" di e cun Stefano Montello e Cristina Mauro.
Il spetacul, un viaç, a traviersâ la storie e la culture furlane dilunc i secui cul jutori de musiche e des cjançons, al tacarà aes 20.30, alì dal auditorium des scuelis di vie Rome, a lis 20.30.
Jentrade libare.
Etichette:
1250 agns,
basse furlane,
cristina mauro,
culture,
friûl,
identitât,
lenghe furlane,
montello stefano,
musiche,
palaçûl,
storie,
teatri,
viaç,
viaggio notturno
mercoledì 11 aprile 2012
PREMI FRIÛL: LA FARIE CREATIVE DE MUSICHE FURLANE
Al è jessût ta chestis zornadis il bant par partecipâ al Premi Friûl che, aromai di trente agns incà, al è la farie creative des novitâts musicâls par furlan. Il concors inmaneât di Radio Onde Furlane si insuaze tes azions promovudis dal progjet SUNS de ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) e al va dilunc a pontâ sui grups zovins e su la sperimentazion intai gjenars musicâi plui atuâi, cu la convinzion che lenghe furlane e vedi di confrontâsi cence pôre cu la modernitât, di là di cierts stereotips che le volaressin peade a di un mont contadin che nol esist plui. Par partecipâ ae edizion dal 2012, i grups e/o i singui musiciscj a àn di mandâ dentri dai 15 di Jugn une cjançon compagnade dal so test (par furlan o intune altre lenghe minorizade dal Friûl). Framieç dal materiâl rivât a saran sielzûts tra i 3 e i 6 artiscj che a sunaran intant de finâl che e previôt une esibizion dal vîf di 15/20 minûts e che si tignarà ai 28 di Lui alì dal Parc dal Cormôr (Udin) inte suaze dal Homepage Festival. Come par solit, cui che al vinç il Premi Friûl al varà la pussibilitât di publicâ une sô produzion discografiche pe etichete Musiche Furlane Fuarte. Dentri dal Premi Friûl però ancje chest an no podeve mancjâ une novitât. Cun di fat, dongje de sezion musiche si ‘nd à ancje une pai jingles radiofonics. Cui che al vûl al pues partecipâ e creâ jingles gnûfs (di no plui di 30 seconts) pe “Radio libare dai furlans”. Ta chest câs la idee miôr e sarà premiade cuntun iPad, simpri ai 28 di Lui alì dal Parc dal Cormôr, intant de finâl. Altris informazions su lis dôs sezions si cjatin sul sît www.ondefurlane.eu, là che si pues lei il bant e discjariâ la schede par partecipâ al concors. Cun di plui al è pront par saltâ fûr il cd di Ulisse e i Ciclopi, il grup rivelazion che al à vinçût la edizion passade dal Premi Friûl. I doi fantats (ghitare / batarie) di Mortean a àn produsût un cd di rock esplosîf che al supe tant dal blues des origjins che dal punk plui rumorôs, passant par scjassadis adrenalinichis e slambradis psichedelichis. Ancjemò une conferme, duncje, de funzion di scuvierte, produzion e promozion che il Premi Friûl al à vût e al à intal panorame musicâl furlan e plui in gjenerâl de culture furlane dal dì di vuê. Dai Mitli FLK a Lino Straulino, dai Arbe Garbe a DJ Tubet, juste par fâ cualchi non, ducj o cuasi a àn tacât dal Premi Friûl e di Radio Onde Furlane. domenica 1 aprile 2012
LA MÊ PATRIE E SUNE IL ROCK: PERAULIS, IDEIS E MUSICHIS PAR UN FRIÛL LIBAR E BABELIC
Inte suaze de Fieste dal Friûl il Comun di Muçane e Radio Onde Furlane us invidin ae presentazion dal libri di Marco Stolfo "La mê lenghe e sune il rock". Apontament li dal centri civic Villa Muciana, in Place S. Marc, martars ai 3 di avrîl 2012, a lis 20.30, par fevelâ di musiche, storie, politiche, societât, dirits, leterature e tutele des minorancis chenti e ator pe Europe. Cristina Mauro e Stefano Montello, components dal storic grup dal Mitili Flk, i pionîrs de "gnove musiche furlane", si confrontaran, moderâts di Pauli Cantarut di Radio Onde Furlane, cul grup dai Luna e un Quarto, vincidôrs dal Premi Friûl intal 2010, e cul autôr dal libri, il gjornalist Marco Stolfo. Duncje no dome la presentazion di un libri o une taule taronde ma ancje un conciert li che i musiciscj, vêrs protagoniscj de serade, e sunaran dal vîf cjançons di îr e di vuê. Apontament di no pierdi.
Etichette:
3 di avrîl,
basse furlane,
dirits,
fieste dal friûl,
gnove musiche furlane,
lenghe furlane,
libris,
lunaeunquarto,
mitili flk,
musiche,
radio onde furlane
domenica 18 marzo 2012
mercoledì 4 gennaio 2012
LETARE VIERTE DI SILVANA FACHIN SCHIAVI: LA DIFERENCE JENFRI LIS PERAULIS E I FATS
Ca sot la letare vierte che la prof.re Silvana Fachin Schiavi e à indreçât al President dal Consei Regjonâl Maurizio Franz in relazion aes declarazions dal politic de Leghe Nord in ocasion dal inovâl de muart dal leader autonomist furlan Pre Checo Placerean. La prof.re Schiavi no lis mande a dî e, podaressin zontâ, une vore des sôs critichis si podaressin slargjâ a cetancj di lôr sentâts in Consei Regjonâl a Triest ......
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE MAURIZIO FRANZ
Sfogliando in internet i comunicati del Consiglio Regionale ho trovato uno stralcio del discorso commemorativo svolto da Lei Presidente, in ricordo di Pre Checo Placerean, nel venticinquesimo anniversario della morte, avvenuta il 16 novembre 1986. Anche il Messaggero Veneto , nei giorni scorsi , ne ricordava la figura informando i lettori di un convegno che si è tenuto presso la Provincia di Udine e di uno spettacolo teatrale presso il Teatro S. Giorgio. Iniziative apprezzabili ma , a mio avviso , insufficienti e inadeguate per rispettare il testamento morale e culturale di Pre Checo . Mi rifaccio al Suo discorso per porLe alcune domande e porle a tutti coloro che, ricoprendo ruoli istituzionali di responsabilità e avendo i mezzi per ‘dare corpo’ almeno ad alcuni dei temi e realizzare alcuni degli obiettivi che hanno permeato tutta la vita di questo prete scomodo – spesso e a ragione definito il Lutero friulano - esorcizzano in convegni e/o manifestazioni effimere/ di breve durata la sua grande forza propulsiva.
Cito una Sua breve frase: “ Uomo di grande cultura e umanità, di cristallina statura morale con una irriducibile passione per la sua terra e l’identità del suo popolo (…) egli ci ha insegnato a guardare alla nostra storia ( … ) promuovendo una rinascita non solo materiale ma anche culturale di orgoglio e consapevolezza…” Parole pienamente condivisibili ma che contraddicono una realtà così priva di significativi sviluppi che rischia di mortificare anche gli spiriti più combattivi e operosi in mezzo ai quali ho la fortuna di lavorare. A oltre dieci anni dall’approvazione della legge statale n.482/99 siamo ancora in attesa dei decreti applicativi del ministero. Manca un piano organico regionale per la formazione dei docenti e il MIUR sta per avviare un allucinante” master” statale per la formazione degli insegnanti di tutte le 12 minoranze linguistiche del quale nessuno parla e che finirà per frustrare le residue forze degli insegnanti volenterosi che produrrà ricadute ugualmente deludenti sugli insegnamenti e sugli apprendimenti della lingua e della cultura friulana . Il contratto con la RAI previsto dalla legge per trasmissioni radiotelevisive in friulano non esiste ancora e la mancanza di notiziari e di programmi culturali, educativi e d’intrattenimento di qualità contribuiscono gravemente all’erosione lenta e progressiva dell’uso della lingua minoritaria. I contributi statali e regionali diminuiscono di anno in anno e compromettono gravemente la progettazione scolastica che sinora ha supplito la mancata applicazione della legge statale e della legge regionale n.29/del 2007, pregiudicando inoltre l’attività di pregevoli radio locali come “Radio Onde Furlane “ e “Radio Spazio103” nonché quella di associazioni culturali e di organi di stampa che tra innumerevoli difficoltà cercano di mantenere vivo nei friulani l’interesse per la loro lingua e la loro cultura. Non è, caro Presidente Franz, formulando fervorini di circostanza o partecipando alla celebrazione del 45mo anniversario del Movimento Friuli o ad una messa in friulano che si onorano uomini come Pre Checo o Fausto Schiavi o ancora le ‘voci’ dei grandi uomini del passato, ma “agendo concretamente”, per ricordarLe le parole del segretario Marco De Agostini. Vede Presidente, io non sono mai stata iscritta al MF ma ne ho vista la nascita e ho seguito Pre Checo , Fausto Schiavi e molti altri nelle osterie e sulle piazze del Friuli condividendo molte delle loro idee e soprattutto la loro passione, idee e passione che ho coltivato e sostenuto nella mia professione e nell’esperienza politica che ho avuto successivamente l’occasione di fare riuscendo a raggiungere qualche obiettivo che ,ne sono certa, avrebbero apprezzato.Voi della Lega avete governato il Paese per moltissimi anni e da anni governate la nostra Regione e dunque condividete con i vostri alleati la grave responsabilità per la situazione di stallo in cui si trovano ancora questioni di grande rilievo quali una specialità incompiuta, le leggi inapplicate e una condizione generalizzata di stagnazione delle idee e dell’azione politica.
Salûts di rispiet.
Silvana Schiavi Fachin - Presidente del “ Consorzi Lenghe2000”
Pagnacco, 2 gennaio 2012
Etichette:
autonomiscj,
consei regjonâl,
friûl,
lenghe furlane,
letare,
m.franz,
minorancis linguistichis,
pre checo placerean,
s. fachin schiavi
mercoledì 21 settembre 2011
ZORNADE EUROPEANE DES LENGHIS: AL CIRCUL ARCI NUOVI ORIZZONTI SI PRESENTE IL LIBRI CJALANT IL FRIÛL
In ocasion de Zornade europeane des Lenghis, il Circul culturâl e ricreatîf "Nuovi Orizzonti" dai Riçs, al à il plasê di dedicâ une serade ae presentazion dal libri Cjalant il Friûl, Pinsiirs e opinions sui luucs comuns de lenghe furlane publicât de cjase editore Forum, li che diviersis personis dal mont culturâl furlan a rispuindin a domandis che a nassin dai stereotips plui comuns su la lenghe furlane. Chest argoment si insuaze ad implen intal teme plui larc dal plurilinguisim, sburtât a fuart a de Union Europeane che di dîs agns incà i à dedicât une zornade: ai 26 di Setembar.
Ae serade a cjaparan part lis curadoris dal libri, Priscilla De Agostini e Silvana Schiavi Fachin, e cualchidune des personalitâts intervistadis pe realizazion de opare: Adriano Ceschia e Lorenzo Fabbro.
Us invidìn a partecipâ ae serade par resonâ insiemi sul valôr e su la utilitât dal furlan intun contest plurilengâl, tant che il nestri. La serade si davuelzarà ai 27 di Setembar, des 20.30 li dal Circul "Nuovi Orizzonti" in vie Brescia n.3, ai Riçs - Udin.
martedì 20 settembre 2011
SPECIALITÂT, AUTONOMIE, RIFORMIS E LENGHIS
Ca sot o ripuartin un intervent di Lorenzo Fabbro, publicât sul Messaggero Veneto dai 6 di setembar 2011, a proposit di riformis (mancjadis), specialitât e autonomie de Regjon e lenghe furlane.
UN ARRETRAMENTO COSTANTE NELLA TUTELA DEL FRIULANOdi Lorenzo Fabbro *
In questi giorni il mondo della politica, delle istituzioni e della società friulana sta discutendo animatamente sui provvedimenti proposti dal governo per contenere la spesa pubblica mediante la cancellazione di alcune province (Trieste e Gorizia nella nostra Regione) e dei piccoli comuni.
E' innegabile che una riforma complessiva degli enti locali è necessaria, ma il tema è se la partita possa, anzi debba, essere gestita dalla Regione Fvg in virtù dell'autonomia e della specialità regionale o imposta dall'alto. Una riforma vera e basata su criteri di autentica sussidiarietà che preveda il trasferimento di poteri e mezzi finanziari dalla Regione a Comuni e Provincie, la valorizzazione dell'assemblea delle province friulane e la creazione dell'area metropolitana per Trieste sono temi dei quali si dibatte da anni e che, se fossero stati realizzati, avrebbero già potuto fornire qualche risposta a esigenze non più rinviabili.
Ma ora la contingenza costringe la classe politica friulana, in ritardo su tali questioni quanto quella nazionale, a rivendicare giustamente la specialità e l'autonomia regionale che derivano da uno statuto che è equiparato a legge costituzionale. Anche in momenti come questi quando tutti si riempiono la bocca di "autonomia" e di "specialità" bisognerebbe ricordare che alla base della specialità della nostra regione vi è anche e soprattutto la presenza delle minoranze linguistiche, tutelate dalla Costituzione e da leggi nazionali e regionali.
Nel suo interessante contributo di giorni fa il prof. D'Aronco si chiede retoricamente «se avrà un valore e un significato questa riconosciuta specialità e se ne deriverà il diritto per la regione almeno di organizzarsi amministrativamente come meglio crede, nei limiti consentiti dalle leggi?». Ed ancora si domanda l'esponente autonomista se «le leggi sono fatte per non venire rispettate e per rinviarne l'applicazione?». Purtroppo nel caso delle leggi di tutela delle minoranze linguistiche, e nel nostro caso del friulano, così importanti per il mantenimento della specialità, pare proprio che all'amministrazione Tondo la provocazione del prof. D'Aronco calzi a pennello. La legge 29/2007 prodotta dal centrosinistra è attualmente bloccata perché in più di 3 anni non è stato approvato alcun regolamento attuativo.
Sul fronte della scuola sono state inspiegabilmente separate le competenze degli uffici regionali per quanto riguarda la lingua friulana e l'insegnamento della stessa, la bozza del regolamento passata in commissione tra mille critiche pare più funzionale a rendere inapplicabile la legge che a sviluppare azioni positive e la copertura finanziaria è assolutamente inadeguata. Nella discussione sulla finanziaria di luglio oltre ad aver bocciato l'emendamento del Pd per raddoppiare i fondi per l'insegnamento la maggioranza si è distinta per l'approvazione di una modifica alla legge 29 riguardante la scadenza dei membri appartenenti alla commissione per l'insegnamento della lingua friulana che è anticipata a fine anno i cui effetti positivi francamente ci sfuggono.
Purtroppo anche per il prossimo anno scolastico saranno disattese le richieste di quel 60% di genitori che richiedono inutilmente l'insegnamento del friulano a scuola.
Per quanto riguarda la presenza del friulano nei mezzi di comunicazione mentre - dopo le roboanti promesse di qualche assessore - è ancora totalmente disapplicata la legge 482 da parte della Rai, la Regione ha ripristinato solo con le variazioni di bilancio di luglio il capitolo sui programmi in friulano su radio e tv private che era stato completamente azzerato per due anni consecutivi. Anche in questo caso è stato bocciato un emendamento del Pd che proponeva di portare da 150.000 a 200.000 euro - ovvero la spesa storica - il finanziamento per un settore strategico lasciato completamente sguarnito per due anni consecutivi.
Un comportamento inequivocabile che passo passo sta segnando un arretramento costante della tutela e della qualità delle politiche linguistiche nel Fvg.
Tagli se non azzeramenti dei contributi, nessun regolamento della nuova legge approvato, niente piano di politica linguistica, smantellamento del Servizio identità linguistiche e ARLeF in difficoltà (attende tra l'altro risposta dal mese di marzo un'interpellanza presentata, sempre dal Pd, riguardo a modifiche allo statuto dell'Agjenzie).
Questo orientamento del tutto evidente della maggioranza di centro-destra (e della Lega Nord che, nei fatti, non fa nulla per contrastarlo) rischia di produrre effetti negativi rispetto a quanto si è costruito e conquistato in questi anni, un danno per la lingua, per i friulani e anche per l'autonomia e la specialità della Regione.
*membro segreteria provinciale Pd di Udine
martedì 16 agosto 2011
PREMI FRIÛL AL PARC DAL CORMÔR
Premi Friûl pront a partî
Dut al è a bon pe finâl dal concors musicâl in lenghe furlane
Vinars ai 19 di Avost a 9 di sere (21.00) alì dal Parc dal Cormôr al torne il Premi Friûl: il storic concors pai musiciscj che a cjantin par furlan.
Une serade fisse di musiche là che si podarà scoltâ cinc grups di zovins che a proponaran gjenars musicâi une vore diviers tra di lôr. Un tant par confermâ inmò une volte cemût che la lenghe furlane e puedi confrontâsi cence pôre cun ducj i contescj artistics dal dì di vuê, fûr di ogni sierai folcloric. Pe finâl de edizion dal 2011, framieç dal trop dai partecipants, la scuadre di Radio Onde Furlane – chest an adun cul Homepage Festival – e à sielzût cinc grups zovins, ven a dî: Ulisse e i Ciclopi (hard rock blues cuntune vene psichedeliche); (H)ausbau (formazion elegante e plene di poesie che e rive dal Cjanâl dal Arzin); Trio Tubazzi (trê musiciscj che a produsin un rock che al sbreghe); Umori Instabili (folk cjantautoriâl); e Sunrise (progjet de cjantautore Nicole Lizzi e dal musicist Dario Di Lorenzo).
Daûr tradizion, il vincidôr di cheste sfide al varà la pussibilitât di produsi un lavôr discografic editât de etichete Musiche Furlane Fuarte. E di fat, intant de serade, a sunaran ancje i Luna e un quarto, vincidôrs de edizion stade e grup za di cult inte Basse furlane, che a presentaran cussì il lôr cd “Basse Pression”. Un lavôr là che il folk si misclice cul jazz e cun influencis mediteraniis. Chest an, cun chê di svicinâ il Premi Friûl al public plui zovin, si à decidût di spostâ la finâl dal Teatri Palamostre al Parc dal Cormôr, che al ufrìs une suaze plui dongje dal spirt “rock” de manifestazion. Di là di cheste piçule rivoluzion, il Premi Friûl al va dilunc a mostrâ elements di continuitât cu lis edizions stadis, a partî de presentazion de serade – ancje su chest front la manifestazion e je stade farie di talents – afidade ae condutore radiofoniche e televisive Mojra Bearzot e a Dek Ill Ceesa, vere stele dal hip hop furlan.
Apontament di no pierdi alore vinars ai 19 di Avost, a tacâ des 9 di sere, alì dal Parc dal Cormôr.
Daûr tradizion, il vincidôr di cheste sfide al varà la pussibilitât di produsi un lavôr discografic editât de etichete Musiche Furlane Fuarte. E di fat, intant de serade, a sunaran ancje i Luna e un quarto, vincidôrs de edizion stade e grup za di cult inte Basse furlane, che a presentaran cussì il lôr cd “Basse Pression”. Un lavôr là che il folk si misclice cul jazz e cun influencis mediteraniis. Chest an, cun chê di svicinâ il Premi Friûl al public plui zovin, si à decidût di spostâ la finâl dal Teatri Palamostre al Parc dal Cormôr, che al ufrìs une suaze plui dongje dal spirt “rock” de manifestazion. Di là di cheste piçule rivoluzion, il Premi Friûl al va dilunc a mostrâ elements di continuitât cu lis edizions stadis, a partî de presentazion de serade – ancje su chest front la manifestazion e je stade farie di talents – afidade ae condutore radiofoniche e televisive Mojra Bearzot e a Dek Ill Ceesa, vere stele dal hip hop furlan.
Apontament di no pierdi alore vinars ai 19 di Avost, a tacâ des 9 di sere, alì dal Parc dal Cormôr.
giovedì 30 giugno 2011
CJALANT IL FRIÛL: PINSÎRS E OPINIONS SUI LÛCS COMUNS DE LENGHE FURLANE

CJALANT IL FRIÛL / SGUARDI SUL FRIULI
PINSÎRS E OPINIONS SUI LÛCS COMUNS DE LENGHE FURLANE /
PENSIERI ED OPINIONI ATTORNO AI LUOGHI COMUNI DELLA LINGUA FRIULANA
Insegnare il friulano nelle scuole a cosa serve? I bambini non fanno poi confusione con altre lingue? Non sarà più utile insegnargli l’inglese? Ma davvero il friulano standard fa morire le varietà? Quanti sono i soldi spesi per la tutela della lingua friulana? Insistere sulle lingue locali non è da provinciali? Alcuni luoghi comuni sulla lingua friulana, apparsi in anni recenti sulla stampa locale e nazionale, diventano oggetto di riflessione per quindici personaggi illustri legati al Friuli per la loro storia personale e professionale: Tullio De Mauro, Nereo Perini, Eleanor Callanan, Novella Cantarutti, Pierluigi Cappello, Adriano Ceschia, Lucija Čok, Valter Colle, Lorenzo Fabbro, Furio Honsell, Xavier Lamuela, Domenico Lenarduzzi, Carlo Puppo, Sergio Salvi, Leonardo Zanier. Dal confronto fra le varie opinioni e sensibilità, caratterizzate da una profonda conoscenza dei problemi e da un’attenta riflessione, nasce un documento che invita il lettore ad una interessante analisi e approfondimento non solo sui singoli argomenti affrontati ma ancor più sulla necessità di elaborare e promuovere un programma educativo delle lingue davvero innovativo, volto a sviluppare un plurilinguismo effettivo ed efficace per i cittadini di quest’area di frontiera, laboratorio linguistico privilegiato nel cuore dell’Europa.
INVÎT/INVITO
PRESENTAZION DAL LIBRI / PRESENTAZIONE DEL VOLUME
CJALANT IL FRIÛL / SGUARDI SUL FRIULI
PINSÎRS E OPINIONS SUI LÛCS COMUNS DE LENGHE FURLANE /
PENSIERI ED OPINIONI ATTORNO AI LUOGHI COMUNI DELLA LINGUA FRIULANA
PAR CURE DI/ CURATO DA PRISCILLA DE AGOSTINI E SILVANA SCHIAVI FACHIN
A FEVELIN / INTERVENTI DI VALTER COLLE, LORENZO FABBRO, FURIO HONSELL, CARLO PUPPO, PRISCILLA DE AGOSTINI, SILVANA SCHIAVI FACHIN
AL COORDENE / MODERA PAOLO CANTARUTTI
A LEIN / LETTURE DI ANDREA COLLAVINO E SERENA DI BLASIO
VINARS PRIN DI LUI AES 7 SORE SERE / VENERDÌ PRIMO LUGLIO ORE 19.00
CORT DI PALAÇ / CORTE DI PALAZZO MORPURGO, UDIN (SE AL PLÛF / SE PIOVE SALA AJACE)
Etichette:
c.pup,
dirits,
forum,
friûl,
honsell,
l. fabbro,
lenghe furlane,
libris,
p. cantarut,
p. de agostini,
politiche linguistiche,
s. fachin schiavi,
udin,
v. colle
lunedì 4 aprile 2011
mercoledì 23 marzo 2011
FIESTE DAL FRIÛL TE BASSE FURLANE
In ocasion dal 3 di Avrîl, aniversari de nassite dal Stât Patriarcjâl furlan, e je stade metude adun dai comuns di Cjarlins, Muçane e Sant Zorç, la Fieste dal Friûl te basse Furlane. Il program:
JOIBE ai 24 di Març a Muçane
Inte Biblioteche aes 15.00 pe scuelis primariis e aes 16.00 pe scuele de infanzie
"Storiutis. La pavee, il pessut e la ruie" di Debora Crapiz e Doriana Alessio
VINARS al 1 di Avrîl a San Zorç di Noiâr
Intal Auditorium San Zorz aes 20.45
"Il condot intal ort" comedie teatrâl cun la "Buine blave di Mortean"
SABIDE ai 2 di Avrîl a Muçane
Inte sale dal ricreatori "San Vitale" aes 10.30
"Zovins furlans in musiche" - Conciert dai Luna e Un Quarto e DJ Tubet e presentazion de mape ilustrade "Friûl di Magance" di Luigino Peressini.
DOMENIE ai 3 di Avrîl a Cjarlins
Aes 11.00 Sante Messe par furlan inte glesie parochiâl di Cjarlins
Aes 12.00 Corteu cu la partecipazion de Gnove Bande di Cjarlins e deposizion di rosis tal monument ai muarts in vuere par cure dal grop alpins di Cjarlins.
Aes 12.15 Inte sale parochiâl: presentazion dal librut "La Clape 2011" e cerimonie di consegne dal premi "Britule di Arint" par cure de Clape culturâl di Cjarlins e Sarvâs
JOIBE ai 24 di Març a Muçane
Inte Biblioteche aes 15.00 pe scuelis primariis e aes 16.00 pe scuele de infanzie
"Storiutis. La pavee, il pessut e la ruie" di Debora Crapiz e Doriana Alessio
VINARS al 1 di Avrîl a San Zorç di Noiâr
Intal Auditorium San Zorz aes 20.45
"Il condot intal ort" comedie teatrâl cun la "Buine blave di Mortean"
SABIDE ai 2 di Avrîl a Muçane
Inte sale dal ricreatori "San Vitale" aes 10.30
"Zovins furlans in musiche" - Conciert dai Luna e Un Quarto e DJ Tubet e presentazion de mape ilustrade "Friûl di Magance" di Luigino Peressini.
DOMENIE ai 3 di Avrîl a Cjarlins
Aes 11.00 Sante Messe par furlan inte glesie parochiâl di Cjarlins
Aes 12.00 Corteu cu la partecipazion de Gnove Bande di Cjarlins e deposizion di rosis tal monument ai muarts in vuere par cure dal grop alpins di Cjarlins.
Aes 12.15 Inte sale parochiâl: presentazion dal librut "La Clape 2011" e cerimonie di consegne dal premi "Britule di Arint" par cure de Clape culturâl di Cjarlins e Sarvâs
Etichette:
3 di avrîl,
basse furlane,
cjarlins,
dj tubet,
fieste,
friûl,
identitât,
lenghe furlane,
libris,
lunaeunquarto,
muçane,
musiche,
san zorç,
teatri,
zovins
Iscriviti a:
Post (Atom)





.bmp)


.jpg)

