Il conseîr regjonâl dal Partît Democratic Paolo Menis al à presentât une interogazion a rispueste imediade al president de Regjon Tondo sul probleme de cjarte di identitât bilengâl. In efiets ancje pes 4 minorancis aes cualis chest dirit al ven bielzà ricognossût lis robis no van dal dut ben. Une interogazion e je stade presentade ancje di bande dal conseîr Baritussio cun rivuart ai gjermanofons. La interogazion di Menis e domandave se no si riten che il stes dirit no i tocj ancje ai furlans. Vuê la rispueste dal assessôr De Anna e ca il comunicât dal conseîr dal Pd.giovedì 27 settembre 2012
CJARTE DI IDENTITÂT BILENGÂL: PARCE' NO PAI FURLANS?
Il conseîr regjonâl dal Partît Democratic Paolo Menis al à presentât une interogazion a rispueste imediade al president de Regjon Tondo sul probleme de cjarte di identitât bilengâl. In efiets ancje pes 4 minorancis aes cualis chest dirit al ven bielzà ricognossût lis robis no van dal dut ben. Une interogazion e je stade presentade ancje di bande dal conseîr Baritussio cun rivuart ai gjermanofons. La interogazion di Menis e domandave se no si riten che il stes dirit no i tocj ancje ai furlans. Vuê la rispueste dal assessôr De Anna e ca il comunicât dal conseîr dal Pd.martedì 24 aprile 2012
lunedì 2 maggio 2011
LETARIS PARTIGJANIS
Al Signor Sindaco della Città di Udine Prof. Furio Honsell
Egregio signor Sindaco di Udine,
voglio esprimerLe, a nome del Comitato provinciale dell'ANPI, il nostro sincero apprezzamento per il discorso da Lei tenuto nel corso della manifestazione del 25 aprile.
Le Sue parole hanno dato voce ai sentimenti delle migliaia dei nostri soci che chiedono un'Italia pienamente corrispondente agli ideali civili inscritti nella Costituzione, ai principi fondamentali in essa contenuti.
La nostra Costituzione è stata scritta da una assemblea liberamente eletta, espressione delle forze democratiche che parteciparono alla Resistenza, forze politiche che sacrificarono i loro uomini migliori nella lotta contro la barbarie nazista e fascista e che, mentre ancora infuriava una guerra feroce, seppero progettare un'Italia democratica e libera in un'Europa unita.
Quelle forze politiche, pur radicalmente divise negli anni della guerra fredda e nei drammatici problemi che travagliarono il nostro Paese nel dopoguerra, seppero mantenere la Costituzione come fondamento unitario della comunità nazionale e come regolazione della divisione dei poteri dello Stato ed ispirazione di un saggio equilibrio tra le varie componenti politiche.
Oggi c'è chi non lascia trascorrere giorno senza mettere in discussione la Costituzione (definita vecchia, bolscevica o catto-comunista) nei suoi aspetti fondamentali: dal primo articolo al quarantuno che limiterebbe la libertà d'impresa, alle parti riguardanti la Magistratura, la Corte Costituzionale, alle funzioni del Presidente della Repubblica.
Gli esponenti politici che hanno criticato il Suo intervento vorrebbero che in occasione del 25 aprile di tutto questo non si parlasse, come non si dovrebbe parlare del fatto che forze di governo hanno contestato perfino le celebrazioni del 150° anniversario dell'Italia unita e che, anche in questa occasione, hanno esplicitamente dichiarato di preferire, nella giornata del 25 aprile, la celebrazione di San Marco (ma è mai avvenuta?).
Non si dovrebbe parlare di scuola pubblica, dell'importanza della partecipazione popolare al voto anche nei referendum, dei problemi sociali e dei principi basilari della convivenza civile.
Dovremmo anche ignorare che in Parlamento da componenti della maggioranza è stata presentata la proposta di cancellare la norma costituzionale che impedisce la ricostituzione del Partito Fascista.
Insomma: la celebrazione sarebbe unitaria se non si parlasse di niente.
Questi esponenti politici sarebbero felicemente partecipi alla tradizionale e grande manifestazioni di Udine del 25 aprile se si trattasse di un ritrovo di reduci vagamente nostalgici e del tutto immemori delle ragioni che ci portarono a combattere contro i nazisti ed i fascisti.
Noi invece condividiamo con Lei la preoccupazione per “il progressivo degrado etico del potere” nel nostro Paese e come noi lo sono i tanti giovani che si stanno iscrivendo alla nostra associazione e che hanno partecipato numerosi alle più di settantacinque manifestazioni che si sono tenute quest'anno, fino ad ora, in tutta la Provincia per ricordare i valori della Resistenza e dell'Unità d'Italia.
Il nostro patriottismo si ispira ad ideali alti di libertà e di democrazia e ci indigniamo quando vediamo le istituzioni democratiche soggette agli interessi personali ed utilizzate con spregio dei criteri di “disciplina ed onore” che la Costituzione prescrive a chi riveste cariche pubbliche.
Udine, medaglia d'oro al valore militare per la lotta di liberazione, ha bisogno di una amministrazione che si richiami costantemente agli ideali della Resistenza e noi siamo vicini al Suo impegno in questo senso.
Il Presidente dell’A.N.P.I. di Udine
Federico Vincenti
Con preghiera di pubblicazione
A.N.P.I.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA
Comitato Provinciale di Udine
Viale Ungheria, 10 33100 UDINE
Tel. e Fax 0432.504813
Apertura Sede: Lun.-Ven. dalle 9.00 alle 12.00
email: anpiudine@gmail.com
sabato 15 gennaio 2011
"CJARGNEI, CJARGNEI, CJARGNEI"
Plui di trê mil personis in place a Tumieç e an partecipât ae grande manifestazion cuintri la privatizazion de aghe e pe bataie cuintri la costruzion dal megaeletrodot privât Wurmlach-Somplago. Don Pierluigi Di Piazza al à fevelât dal palc de manifestazion di vanzeli e costituzion.giovedì 6 gennaio 2011
LA COSTITUZION, I DIRITS E LA PROPAGANDE
Se su questa tematica si può discutere non credo ci sia molto, anzi per quanto mi riguarda nulla, da discutere riguardo diritti sanciti dalla Costituzione (art.6) e riguardo l’applicazione di leggi dello Stato Italiano (L. 482/99) e leggi della Regione Friuli-Venezia Giulia (L.R. 15/96 e L.R. 29/07). La mia lettera finiva auspicando, da parte del Pd friulano, la partecipazione attiva di enti ed istituzioni ad ogni livello per proseguire con politiche linguistiche che prevedano tra l’altro il completamento della realizzazione di cartellonistica e segnaletica in lingua friulana su tutto il nostro territorio. Non è altrettanto chiara, dopo aver letto la lettera dell’assessore di Tricesimo, la posizione del Pdl. Anzi quando lo stesso parla di “tutela dell’arte , della letteratura, della cultura tradizionale” dimostra che lo stesso non ha bene inteso di cosa stiamo parlando, ovvero di diritti linguistici e di rispetto delle leggi. Affiancare in modo alternativo la spesa per la cartellonistica bilingue finanziata dalla legge dello stato 482 ad altre necessità, che si tratti di riparare l’angelo del castello o di aggiustare le buche delle strade come vorrebbe fare il consigliere del Pdl di Udine, è scorretto ed è un’affermazione senza senso dal punto di vista amministrativo. L’esponente del Pdl afferma inoltre che avrei “contestato genericamente al centrodestra una mancanza di sensibilità rispetto al tema della tutela e della valorizzazione della lingua friulana”. Cerco di essere meno “generico” anche se basta la lettura della sua lettera per confermare il giudizio: 1) il partito dell’assessore ha sempre votato contro le leggi di tutela per le minoranze linguistiche, sia a livello nazionale, sia a livello regionale. 2) per quanto riguarda la legge regionale sul friulano, la 29/2007, la stessa è attualmente bloccata perché il centrodestra dopo due anni e mezzo non ha approvato alcun regolamento attuativo; 3) nel 2010 non solo tagli alla cultura ed alle politiche linguistiche ma addirittura la cancellazione dei fondi per la presenza dei programmi in friulano sulle radio e televisioni private; 4) la messa in discussione, senza proposta di serie alternative, di oltre un decennio di politiche linguistiche portate avanti nella nostra regione. Potremmo continuare ed entrare nei dettagli ma già questi sono dati di fatto tutt’altro che generici. Vorremmo infine capire quali siano i rischi “che le normative a sostegno della cultura e della lingua friulana possano diventare funzionali a esigenze di mera propaganda politica”. Questa si è un’affermazione piuttosto generica. A noi sembra che qualcuno continui col confondere i diritti, il rispetto delle leggi e la politica linguistica con la propaganda che, in effetti, e proprio un’altra cosa.
Lorenzo Fabbro
Membro della Segreteria Provinciale del PD di Udine
domenica 5 dicembre 2010
CONGRÈS PROVINCIÂL DE ANPI
Domenie ai 28 di novembar intal auditorium Zanon di Udin a si è davuelt il Congrès Provinciâl de Associazion Nazionâl Partigjans (ANPI). Un congrès une vore biel che si è strent ator des "colonis" (in particolâr il President Federico Vincenti e il segretari Luciano Rapotez) ma che al à viodût la definitive vierzidure ai zovins ancje intai organisims dirigjents de associazion. Il congrès al à elet il gnûf comitât provinciâl (Lorenzo Fabbro di Palaçûl al è stât riconfermât) e i delegâts al congrès nazionâl. Pe nestre sezion (Palaçûl,Muçane,Pucinie e Prissinins) e an partecipât tant che delegâts Mario Venturini, Cristian Sedran, Denis Nardon, Renato Zuliani e Lorenzo Fabbro (che al à fat un intervent tocjant doi cantins: lis minorancis linguistichis e il teme de memorie e dal lavôr, ricuardânt in particolâr la ricorence, che e cole chest an, dai sessante agns des Lotis dal Cormôr). venerdì 30 luglio 2010
PARTIT DEMOCRATIC FURLAN
Nordisti
di Gianni Barbacetto
UN NATIVO DEL PD
Bruno Colledani ha 27 anni ed è friulano. Vive a Spilinbergo, si è laureato in Ingegneria a Udine e oggi fa l’ingegnere in un’azienda. Fin da giovanissimo è innamorato della politica, intesa come impegno per la polis, non come ricerca di potere in qualche partito. Nel 2008 si è presentato, giovanissimo, alle elezioni ed è stato eletto consigliere comunale del Pd a Spilinbergo. “N a t i vo , anzi aborigeno del Partito democratico”, dice: mai visti i partiti da cui è nato, mai combattute le guerre tra Ds e Margherita. Bruno Colledani da due anni è in consiglio comunale e da due anni parla e interviene esclusivamente in friulano. “Esercito un mio diritto. In Italia sono riconosciute dodici minoranze linguistiche (dagli albanesi ai catalani, dai greci agli occitani, dai sardi agli sloveni, dai tedeschi ai friulani...). E i friulani, oltretutto, sono maggioranza in Friuli. I diritti sono diritti, non ci sono diritti minori. Si può lottare per i diritti delle coppie di fatto, per poter scegliere una morte dignitosa, per il rispetto del lavoro o dell’ambiente... E per i diritti linguistici. È una battaglia essenziale per conservare un’eredità culturale”. Pochi giorni fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era in visita a Udine. “Ha detto: la Costituzione non va difesa, va attuata. Ebbene, l’articolo 6 della Costituzione garantisce la tutela delle minoranze linguistiche. Parlare nelle lingue minoritarie è dunque un diritto garantito già nella primissima parte della Carta costituzionale. Un diritto non attuato, perché è considerato un diritto minore. Con tanti problemi che abbiamo, perché pensare alla lingua? Non è più importante pensare al lavoro, alla crisi? Ma i diritti non si possono contrapporre, mettere uno contro l’altro. Se cedo su un diritto, li indebolisco tutti”.
La giunta di Spilinbergo, come la regione Friuli-Venezia Giulia, è retta da una maggioranza Pdl con il significativo apporto della Lega nord. A occhio, un friulanista che interviene in friulano dovrebbe essere benvisto dal Carroccio. Invece Bruno è da due anni un impiccio per i leghisti. Gli negano la verbalizzazione: un impiegato che riporti o sintetizzi i suoi interventi costa.
“E spendere soldi per il friulano è uno spreco”, ha detto curiosamente il leghista Marco Dreosto, assessore all’identità linguistica. Così Bruno parla, ma da due anni nessuno verbalizza i suoi interventi in consiglio comunale. “Il mio diritto non è soltanto quello di poter parlare nella mia lingua, ma quello di essere compreso da tutti. Lo statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia se l’era cavata con un regolamento che garantisce gli interventi nelle lingue delle minoranze regionali (friulano, sloveno, tedesco), ma con l’obbligo di ripetere, alla fine, l’intervento in italiano per la verbalizzazione. La Corte costituzionale ora ha sentenziato: quel regolamento è incostituzionale perché la comprensione e la dialettica in aula devono essere immediate. E adesso? Bruno Colledani, il nativo del Pd che parla in friulano, continua la sua battaglia per i diritti linguistici. Tra il disappunto dei leghisti che in Lombardia cancellano i cartelli stradali per scrivere in dialetto i nomi dei paesi. Eppure la Padania e il padano non esistono, il Friuli e il friulano sì.
Frache il link achì sot par lei a proposit de conference stampe dal Pd regjonâl sui dirits linguistics dinâts in Friûl Vignesie Julie ae presince de Segretarie regjonâl: Serracchiani (Pd): «Minoranze ignorate dal centro-destra»
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/07/25/NZ_07_REGA2.html
Lei achì sot l'intervent sul argoment di Lorenzo Fabbro, referent dal Forum Identitât e Gnûfs Citadins dal Pd provinciâl di Udin:
Lo statuto regionale del PD dichiara che il partito “persegue e valorizza la specialità regionale, esalta i valori dell’inclusione, dell’interculturalità e del plurilinguismo” ed inoltre prevede la possibilità di utilizzare, oltre all’italiano, le altre lingue del territorio (friulano, sloveno e tedesco) per le comunicazioni ufficiali interne ed esterne del partito.
Se il Pd si propone come il partito dei diritti non può certo scordarsi, in un territorio come il nostro, dei diritti linguistici e di che importanza abbia tale questione in Friuli-Venezia Giulia. Bene pertanto ha fatto la segretaria regionale Serracchiani a prendere una chiara posizione su tale tema richiamando una visione europeista (l’Europa unita nelle diversità ove le lingue minoritarie sono riconosciute e tutelate sia in quanto valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale comune europeo, sia di riconoscimento e garanzia di diritti fondamentali quali i diritti linguistici, sia di opportunità cognitiva e culturale attraverso l’educazione plurilingue) ed anche il ruolo attivo avuto dalle forze progressiste e di centrosinistra nell’approvazione di tutte le leggi di tutela a livello nazionale e regionale (con l’opposizione dei partiti di centro destra che attualmente si trovano al governo). Come ha giustamente denunciato anche il Comitato 482 durante la recente visita del Comitato consultivo sulla Convenzione per la protezione delle minoranze nazionali a oltre 10 anni dalla sua applicazione la legge 482 rimane, per molti suoi settori fondamentali, disapplicata.
Nessuna certezza riguardo il tema fondamentale dello sviluppo di programmi in friulano da parte della radiotelevisione pubblica, ancora inevaso nella quasi totalità degli istituti scolastici il diritto all’apprendimento del e in friulano (nonostante la grande e reiterata richiesta dei genitori), un uso circoscritto della lingua friulana nelle pubbliche amministrazioni e risorse finanziarie per garantire i diritti linguistici scarse ed instabili (con tendenza alla riduzione). L’amministrazione Illy ha dato un contributo per la risoluzione di tali problemi con l’approvazione delle nuove leggi regionali riguardanti friulano e sloveno ed aveva un’idea chiara rispetto alla tutela delle minoranze ed alle politiche linguistiche (diritti, plurilinguismo quale fattore di integrazione, crescita sociale ed anche valore economico, innovazione).
L’amministrazione Tondo sta mantenendo le “promesse” fatte in campagna elettorale (il friulano non è una priorità, è una lingua da parlare a casa e al bar, a scuola meglio l’inglese ecc…..). Infatti a distanza di due anni dall’insediamento della maggioranza Pdl e Lega non solo si tagliano i fondi (c’è la crisi) ma si è bloccato completamente l’iter di applicazione della nuova legge (nessuno dei regolamenti necessari risulta pubblicato ed operativo). L’organismo di politica linguistica, l’Arlef, ha più volte ed inutilmente denunciato difficoltà operative legate alla precarietà dell’organico, peraltro insufficiente, senza ricevere risposte.
Manca del tutto una visione complessiva di politica linguistica, attività di indirizzo, programmazione e controllo. Come ha fatto rilevare sempre il Com.482 vi sono “finanziamenti di interventi gestiti da enti locali spesso contraddittori o addirittura controproducenti per la promozione della lingua” e nel contempo tagli gravi ed incomprensibili in settori strategici quali i media (quest’anno la posta è passata da 200.000 a zero euro per i programmi in convenzione su radio e tv private circostanza che metterà a rischio l’attività di emittenti che negli anni hanno garantito –facendo le veci di quanto dovrebbe garantire lo Stato per quanto riguarda per esempio l’ informazione- programmi di qualità e professionalità che potrebbe essere messa a serio rischio assieme ai posti di lavoro).
Questa non è neppure razionalizzazione delle spese, sono tagli senza costrutto, senza una valutazione riguardo la qualità e l’importanza strategica degli interventi. L’impegno della Lega Nord riguardante le politiche linguistiche è prevalentemente legato ragioni di visibilità ma non si va al di là dei proclami: le critiche alla regione (amministrata anche da loro) non hanno ottenuto alcun risultato concreto e positivo. La discriminazione sul diritto di esprimersi in lingua friulana subita dal consigliere comunale del Pd Colledani a Spilimbergo (governato da Lega e Pdl) e la gravissima situazione di incertezza che grava sulla scuola bilingue di San Pietro sono stati gli argomenti sui quali la segretaria regionale ha preso impegni precisi anche nel quadro di un’azione di opportuna cooperazione tra friulani e sloveni da contrapporre a chi, ed è un ulteriore elemento di preoccupazione, soffia su inquietanti pregiudizi antisloveni che non appartengono alla tradizione multiculturale maturata in secoli di convivenza pacifica in queste terre. Auspico che l’impegno del Pd regionale vada anche oltre l’attività di controllo e di critica del disinteresse e delle inefficienze del centrodestra ma che il tema della difesa dei diritti linguistici (dal rispetto della Costituzione all’applicazione delle leggi nazionali e regionali) e la valorizzazione del plurilinguismo (partendo, come nelle migliori esperienze europee, dalle lingue regionali o lingue dell’ambiente) diventi patrimonio di discussione programmatica all’interno del partito nella convinzione che possa essere elemento di straordinario interesse nonché portatore non solo di diritti ma anche di valori e di opportunità per tutti, e sottolineo tutti, coloro che vivono e lavorano nella nostra regione.
Lorenzo Fabbro
Forum Prov.le Identità e Nuovi Cittadini del Pd di Udine
venerdì 28 maggio 2010
FIESTE DE REPUBLICHE A AQUILEE
2 di jugn 2010 - FIESTE DE REPUBLICHE
Program
Lunis ai 31 di mai a lis 20.30
“FRIÛL E COSTITUZION. I furlans in sessante agns di republiche”
Discors dal on. Arnaldo Baracetti, dal Comitât pe autonomie e il rilanç dal Friûl. Al sarà presint William Cisilino, president dal Istitût “Pre Checo Placerean”.
Miercus ai 2 di jugn a lis 11.00
Cerimonie di consegne de Costituzion taliane a zovins dal Comun che e fasin 18 agns.
Intervents dal Sindic di Aquilee, prof. Alviano Scarel e dal dot. Paolo Sceusa, president dal Tribunâl dai minôrs di Triest.
Miercus ai 9 di jugn a lis 20.30
“DENANT DE COSTITUZION. Atuâle, difindile, riformâle?”
Conference di Leopoldo Coen, professôr di dirit aministratîf ae Universitât di Udin. Al sarà presint il prof. Tiziano Sguazzero, dal Istitût furlan pe storie dal moviment di liberazion.
Dutis lis iniziativis a si devuelzaran inte sale consiliâr dal municipi.
giovedì 27 maggio 2010
NO A LA LEÇ BAVAI. SABIDE 29 PRESIDI A UDIN
martedì 25 maggio 2010
"AGHE-RES PUBLICA" : CUL TOMÂT DI BUIE PE FIESTE DE REPUBLICHE E PE DIFESE DE AGHE PUBLICHE
El Tomât organizza per martedì 1° giugno in occasione della Festa della Repubblica e per la difesa dell’acqua come bene pubblico “AGHE - res publica”, incontro di poesie, musiche, video, lettura di articoli della Costituzione.
Ci piacerebbe che questa lettura venisse fatta a più voci. Per questo motivo cerchiamo volontari (di ogni età, sesso, razza, religione, …) disposti a leggere nel corso della serata uno o più articoli della nostra Legge fondamentale.
Più ne troveremo più articoli potremo presentare.
La lettura potrà avvenire indifferentemente in italiano o friulano (esiste la traduzione di tutta la Carta).
Se volete dateci oltre alla disponibilità un’indicazione di quale articolo vorreste presentare. Poi però lasciateci un po’ di discrezione nella costruzione della scaletta (tanto tutta la Costituzione è importante).
La disponibilità può essere inviata a el.tomat@libero.it entro domenica prossima 30 maggio.
Per cortesia aiutateci a diffondere questa richiesta fra quanti pensate possano essere interessati.
L’iniziativa si terrà presso il Centro comunitario di Madonna di Buja con inizio alle ore 20.45 dove si continuerà la raccolta di firme per i referendum a favore dell’acqua come bene pubblico.
Se ritenete portate anche qualcosa da mangiare o da bere da condividere insieme. Ci piacerebbe fosse proprio una bella Festa.
Grazie per la collaborazione
El Tomât

